Caro Occidente, ma dove vai se la Nato non ce l’hai?

· 1 Aprile 2026


Cari ascoltatori, abbiamo una domanda per le anime belle, un quesito di prospettiva storica e anche esistenziale, che va al di là dell’isteria di giornata: avete una diavolo di idea di che mondo sarebbe se saltasse l’impalcatura dell’Alleanza Atlantica? Di che cosa succederebbe se venisse meno la garanzia della Nato, che poi è la garanzia americana? In queste ore i vari siti si chiedono, come se si parlasse dei Mondiali, quale sarebbe il problema legale, a chi gli Usa dovrebbero chiedere il permesso per uscire dalla Nato. Ma non c’è nessun permesso da chiedere, perché gli Stati Uniti “sono” la Nato!

Gli Usa rappresentano la credibilità militare e geopolitica dell’Occidente e dell’Alleanza, ne incarnano la salute spirituale, quindi sarà bene uscire dall’incantesimo dei titoli e degli articoli compilati alle scrivanie sul fatto che la Nato potrebbe saltare. E usciamo anche dalla bolla isterica su Trump, che fra pochi anni non sarà più alla Casa Bianca, dal gradimento politico e anche estetico per i suoi toni pesanti, a volte fuori luogo, o perfino contraddittori; mettiamo da parte anche il giudizio sulla guerra in Iran, che ha criticità sia sul campo sia nella impalcatura di ragioni, ma è una guerra contro un regime teocratico, totalitario antisemita che stava per dotarsi di 11 bombe atomiche. 

Piuttosto, stiamo a fuoco sul fatto che Trump stasera terrà un discorso alla nazione e ha anticipato all’agenzia Reuters che ventilerà l’uscita degli Stati Uniti dalla Nato, che esprimerà il suo disgusto per come si comportano gli alleati. Quel che conta ora è riconoscere che ci sono delle tendenze storiche: che il peso dell’Alleanza gravi sul contribuente americano è un dato aritmetico, il primo a parlare di “scrocconi che salgono sul bus senza pagare il biglietto” fu Barack Obama, solo che lui era chic e Trump non lo è. Insomma, il punto di vista americano è questo da prima di Trump, la critica a un disequilibrio strutturale, grazie al quale i Paesi europei si sono potuti dedicare alla costruzione dei welfare, al loro benessere, tralasciando le spese per la difesa perché ci pensava lo zio Sam.

La Germania di Angela Merkel si faceva difendere dal contribuente americano mentre promuoveva la geopolitica del tubo, tutta guardando a est, favorendo Putin e aprendo alla Cina. Che questa situazione non potesse durare per sempre è un’evidenza, e per questo chiediamo: che cosa succederebbe senza la Nato? Che credibilità avremmo, quale potenza? Saremmo in balia di ogni nemico della civiltà occidentale, non solo Putin ma soprattutto il suo dante causa, la Cina comunista, colosso globale ben più minaccioso e potenzialmente egemone. E di chiunque altro cui venisse in mente di minacciarci.

Allora, non scherziamo: van bene i titoli fatti per tirare la nottata professionale: ma, checché se ne pensi di Trump, della guerra in Iran, della concessione o meno di Sigonella (per carità, registriamo che una singola volta non è stata data grazie a un cavillo, perché dopo il referendum bisogna strizzare l’occhio a una legittima presa di distanza dall’alleato) e tutto il politichese accolito, non incentiviamo questa tendenza. Non possiamo compiacerci e nemmeno digerire come un caffè mattutino l’ipotesi che domani potrebbe non esserci più la Nato, perché ne va della sopravvivenza della civiltà occidentale. E noi alla civiltà occidentale siamo molto affezionati, non a caso ci chiamiamo Radio Libertà.


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