Quindi l’Iran bombarda i luoghi sacri, ma è colpa di Israele. Mah…
Giovanni Sallusti · 30 Marzo 2026
Cari ascoltatori, sul caso Pizzaballa va detto che Israele ha commesso un doppio errore, diplomatico e di principio, impedendo al Patriarca di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa – come riportano oggi tutti i media con ampio risalto – di entrare nella Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme per le celebrazioni della Domenica delle Palme. A Pizzaballa, cosa mai successa prima, è stato dato un alt dalla polizia israeliana per ragioni di sicurezza, non perché ce l’avessero con il cardinale o per avversione al Cristianesimo in sé. Pizzaballa con un comunicato l’ha definita una misura “palesemente irragionevole e gravemente sproporzionata, una decisione che rappresenta un grave allontanamento dai principi fondamentali di ragionevolezza, libertà di culto e rispetto dello status quo”, che è disciplinato da un rigido codice risalente al 1852 sulla proprietà e i diritti d’uso di questo luogo incandescente, cuore teologico e simbolico del cristianesimo, dove, secondo la tradizione, si collocano la crocefissione, la sepoltura e la risurrezione di Gesù.
Insomma, Israele ha partorito un boomerang diplomatico e mediatico, attirandosi la condanna di tutti i governi occidentali, compreso il nostro e perfino compreso l’ambasciatore americano in Israele Mike Huckabee, uno degli esponenti più filo-israeliani del partito repubblicano. Alla fine è arrivato l’intervento di Netanyahu che ha chiarito come il provvedimento sia stato adottato per ragioni di sicurezza anomale, dovuto a un regime iraniano che da giorni sta lanciando missili e droni contro i luoghi di culto della Terrasanta, peraltro patrimonio di tutte e tre le religioni monoteiste, Islam incluso. Detto questo, Netanyahu ha chiarito che la stretta era dovuta alla preoccupazione per l’incolumità del cardinale Pizzaballa e dei fedeli, ma, ha aggiunto, “non appena ho appreso dell’incidente ho dato istruzione all’autorità affinché il Patriarca potesse celebrare le funzioni religiose come desidera”. Pizzaballa ha poi dichiarato che “non ci eravamo capiti”.
Su questa vicenda, nel nostro dibattito politico abbiamo assistito al solito doppiopesismo conclamato e offensivo, ultra ideologico, perché sui nostri media nessuno ha pensato allo scandalo a monte, la questione senza la quale non ci sarebbero state, a valle, queste incomprensioni e questi errori dello Stato di Israele: un regime totalitario, assassino, teocratico, storico esportatore di terrorismo e morte in Medio Oriente e nel mondo, per sopravvivere all’attacco soverchiante di Israele e Stati Uniti sta adottando la tattica dello sparare a casaccio, colpendo strutture civili, alberghi e aeroporti nel Golfo, insediamenti a caso ai suoi confini, e anche bombardando i siti religiosi di Gerusalemme, dove in pochi metri c’è una triangolazione dei monoteismi che è il compendio di millenni di civiltà, compreso il Santo Sepolcro, che per i cristiani è anche più importante di San Pietro. Questa è la strategia della disperazione di Teheran, ma nelle cronache non viene nemmeno nominata: eppure è proprio la perfetta descrizione di che cosa questo regime sia, e la vera faglia di rottura delle civiltà.
