“Superare” la democrazia: ecco la sinistra islamo-bollita
Giovanni Sallusti · 18 Marzo 2026
Cari ascoltatori, un evento surreale si aggira tra noi: secondo quel che abbiamo letto sui quotidiani, fra i quali Il Giornale, domani, alla Camera dei deputati, nell’aula dei gruppi parlamentari in via Campo Marzio, si terrà un convegno che sembra di avanguardia pura e invece rappresenta la realtà di un pezzo ormai dominante della sinistra italiana, inclusi alcuni partiti rappresentati in Parlamento. Questo convegno si intitola “Per un governo che attui la Costituzione” – sottintendendo che quello attuale ne sarebbe fuori – e, stando alle locandine, vede la partecipazione di un nutrito drappello di parlamentari del Movimento 5 Stelle (con una spolverata di Avs): per esempio Stefania Ascari, che non ha mai nascosto la sua simpatia per il galantuomo Mohammad Hannoun, quello accusato di rappresentare la cupola di Hamas in Italia; ci saranno anche le deputate grilline Valentina Barzotti, Ida Carmina, il collega Dario Carotenuto, Carmen Di Lauro, Antonio Ferrara, Alessandra Maiorino, Marco Pellegrini; e Ilaria Cucchi in rappresentanza di Avs.
Con chi andranno a braccetto? Tra gli invitati, anzi i co-organizzatori di questo convegno, sono rispuntati i Carc, famigerato movimento extra parlamentare di estrema sinistra, sigla che significa Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo, il cui obiettivo è “la rivoluzione socialista e l’instaurazione di un governo di blocco popolare per superare la democrazia rappresentativa”. Abbiamo quindi il corto circuito per cui in un tempio della democrazia rappresentativa si tiene un convegno cui partecipa gente che non la vuole: siamo in un territorio dove perfino il barboso ma realista vecchio Partito comunista italiano non si sarebbe mai inoltrato, anzi certi movimenti li teneva alla larga.
Non è finita qui: tra i presenti a questo ritrovo dadaista c’è il gruppo BDS (boicottaggio, disivestimento, sanzioni) che ce l’ha con i prodotti israeliani, con tutto ciò che viene dallo Stato degli ebrei, una sorta di riproposizione variata degli anni 30, un boicottaggio con l’abito nuovo del finto umanitarismo. Rifondazione comunista, che ci sarà, sembrerà l’ala moderata, quella che stempera…
In questa allegra combriccola si vedrà anche il capofila del No islamico al referendum, che è anche un influencer social, il signor Brahim Baya, il quale, ricorderete, ha elogiato più volte vita e opere di Yahya Sinwar, la belva di Hamas; a corredo ci saranno i giovani palestinesi e tutto il bel mondo che sta sotto il cappello dell’islamo-gauchismo.
Insomma, questo convegno non è una creatura accademica, ma un volto della mutazione in corso della sinistra italiana, europea e occidentale che ormai è schiacciata sulla propria caricatura antagonista, fino a portare nelle aule della Camera uno sgangherato cartello islamo-comunista con gruppi che vogliono “superare la democrazia rappresentativa”: questo è lo stato dell’arte di lorsignori, e capite che è un problema per tutti, perché è la conferma della clamorosa mancanza di un’alternativa credibile. Al punto che non c’è uno che alzi il dito e dica, scusate, mettiamo via questi fantocci del ‘900, siamo nel 2026, i comitati di appoggio per la resistenza del comunismo e l’instaurazione del governo del socialismo reale, anche no.
