Gratteri campione di fake: Sal da Vinci vota no. Ma non è vero
Giovanni Sallusti · 10 Marzo 2026
Cari ascoltatori, ricordate l’espressione di Sant’Agostino “errare humanum est, perseverare autem diabolicum”? Ecco, a noi ricorda Nicola Gratteri, il procuratore di Napoli che persevera nel diffondere fake news, chiamiamole scivoloni, riguardo al referendum sulla giustizia del 22-23 marzo.
Quante ne dice, Gratteri? Riassunto delle puntate precedenti. In un importante talk nazionale, ‘Di martedì’ di Giovanni Floris, attribuì a Giovanni Falcone una dichiarazione in cui era contrario alla separazione delle carriere: ma era doppiamente falsa, perché Falcone non solo non l’aveva mai pronunciata, ma aveva detto proprio l’opposto, era a favore, perché per lui pubblico ministero e magistrato giudicante erano figure strutturalmente differenti.
Gratteri poi ci ha proposto l’illuminata, un filo spericolata tesi per cui a votare Sì saranno massoni deviati, imputati, indagati, insomma persone non per bene. Posizione che mette in luce il tasso di cultura giuridica garantista che attecchisce presso certi esponenti del fronte del No: per Gratteri un indagato non è una persona per bene, da cui deduciamo che il caso Tortora non è servito a niente, e che nemmeno l’esperienza può nulla con lorsignori.
L’ultimo episodio della saga (solo in ordine di tempo, non sottovalutiamo la creatività di Gratteri) viene da un altro intervento su La7, dove il procuratore era ospite da Massimo Gramellini, e lì deve averlo tradito un eccesso di confidenza dato dal clima amicale. Gramellini: “Voglio chiudere con un sorriso: da procuratore di Napoli, è contento che Sal da Vinci abbia vinto il festival?”. “Guardi, creda, non l’ho visto Sanremo”. Gramellini insiste: “Sa perché glielo dico? Perché il titolo della canzone è ‘Per sempre sì’”. E Gratteri, sorridendo: “Però lui ha detto che voterà no”, e poi titoli di coda.
Né Gratteri né Gramellini (nello stesso interesse della sua trasmissione) si son presi la briga di precisare che non era vero, che era una notizia falsa. Poi Gratteri è tornato sui suoi passi e ha detto “ho scherzato”, ma non vale: non è uno scherzo attribuire a persone che hanno una rilevanza pubblica una posizione che non hanno, sul referendum su cui sono chiamati gli italiani. Potrebbe aver scherzato oppure aver ripreso quella citazione del cantante vincitore di Sanremo da una pagina social (come sottolinea il comitato ‘Sì riforma’, citandola), quella dei ‘Socialisti gaudenti’, dal cui nome si dovrebbe capire già che si tratta di fake, di ironia, non di contenuti autentici. Tant’è vero che lo stesso Sal da Vinci l’ha smentita subito e ha spiegato di non aver preso posizione sul referendum: “Non ho mai dichiarato nulla su questo argomento”.
Il procuratore Gratteri, insomma, ha finora perseverato parecchio, e noi coltiviamo una speranza: che nelle sue inchieste usi un po’ più di accortezza, di verifiche, e un po’ meno disinvoltura di quella che esercita quando attribuisce a destra e a manca posizioni false sul referendum.
