Ilaria fai presto: a Cuba sta arrivando Trump
Giovanni Sallusti · 6 Marzo 2026
Cari ascoltatori, da veri appassionati del serial “la flotilla”, vi aggiorniamo sui dettagli della imprescindibile nuova missione degli intrepidi marinai che, come con gran fanfara annunciato, faranno rotta verso Cuba, cioè verso le magnifiche sorti e progressive del socialismo caraibico, come le centinaia di dissidenti nelle carceri del regime castrista possono testimoniare di prima mano.
La novità, seppure abbastanza prevedibile, è che si imbarcherà anche Ilaria Salis, che a Fidel Castro e ai suoi eredi è legata perlomeno per la comune idea di proprietà privata, la coerenza c’è. Ilaria ha dichiarato sui social: “Dal 17 al 21 marzo mi unirò alla colonna europea del convoglio Nuestra America. Una nuova flotilla che sfiderà l’embargo imposto dagli Stati Uniti a Cuba. Un assedio infame che sta letteralmente strangolando la popolazione dell’isola”, quello eh, non i decenni di tetra diffusione di miseria da parte del violento regime comunista che affama la popolazione, reprime il dissenso e ha reso l’isola un inferno. La colpa è dello zio Sam, un classico.
Oltre alla Salis approderà alle barche altra bella gente, tra cui Mimmo Lucano, il vate del modello Riace ultra-migrazionista, condannato in via definitiva per falso a 18 mesi di reclusione con pena sospesa. Poi ci saranno membri di varie associazioni di amicizia Italia-Cuba e una delegazione di Potere al popolo, perché Cuba è la loro patria d’elezione. Ovviamente ha annunciato il suo sostegno anche Greta Thunberg.
Ai neo-flotillanti, di cui seguiremo ammirati la saga comica, vorremmo però dare un consiglio: sbrigatevi ragazzi, sarà meglio che arriviate a Cuba prima che ci arrivi Donald Trump, che ieri in conferenza stampa ha detto, guardando Marco Rubio in prima fila, che Cuba “sarà la prossima”. Rubio viene da una famiglia di esuli e conosce bene il dramma dei cubani che si mettevano in mare con delle zattere di fortuna pur di scappare dal paradiso comunista. Trump ha aggiunto: “Abbiamo tagliato tutto il petrolio, tutto il denaro, tutto ciò che arrivava dal Venezuela, che era la loro unica fonte”. Dopo Maduro, dopo gli ayatollah (che vogliono la morte dell’America), toccherà a Cuba.
Trump non è un interventista che vuole esportare la democrazia, è un realista, sa che gli Stati Uniti non possono sovraesporsi contro tutte le dittature del mondo. Ma vuole recidere tutti i tentacoli dell’asse del male che fa capo al gigante comunista cinese, nel contesto di una nuova guerra fredda cominciata con il nuovo millennio. Trump ha nel mirino tutti gli addentellati di Pechino, e Cuba è uno di essi.
Dunque, Ilaria, Mimmo, Greta, se proprio ci tenete a questa missione, muovetevi: temo per voi, e spero per i cubani, che tra poco a Cuba arriverà Donald Trump…
