L’ayatollah Boldrini: nessun rischio nucleare. Solo 11 bombe
Giovanni Sallusti · 4 Marzo 2026
Cari ascoltatori, mentre gli ayatollah messi alle corde dall’attacco israelo-americano tentano la carta del caos, incendiando tutta l’area e coinvolgendo i Paesi del Golfo almeno per tirare la nottata, come sempre emerge la faccia farsesca della tragedia. Una caricatura che in queste ore, nel nostro piccolo dibattito italico, è incarnata dalle parole di Laura Boldrini, l’ex “presidenta” (non dite presidente, invocherebbe la polizia morale) della Camera, la quale ha sfornato un’analisi più faziosa dei comunicati dell’ambasciata iraniana.
Fra i punti salienti della sua tesi, contro ogni evidenza e logica, c’è che “in Iran non c’era alcuna minaccia nucleare”. Secondo Laura Boldrini la teocrazia totalitaria antisemita, che dal 1979 ha nel proprio statuto la morte di Israele e la morte dell’America, non dava alcun segnale di pericolo nucleare, e l’ha detto incurante delle parole pronunciate poche ore prima da Steve Witkoff, inviato speciale della Casa Bianca, presente ai negoziati di Ginevra e rappresentante dell’ala delle “colombe” nell’amministrazione Trump.
Witkoff è l’uomo del dialogo, quello che tesse la tela (pe esempio con Vladimir Putin), non è un falco e non ha l’agenda interventista di Marco Rubio. Ebbene, proprio lui ha riferito a Fox news che i negoziatori iraniani a Ginevra si erano vantati con gli americani che Teheran aveva uranio arricchito per alimentare 11 testate nucleari: “Ci hanno detto direttamente, senza vergogna, che controllavano 460 chili di uranio arricchito al 60%”, quindi per uso militare, in grado di produrre 11 bombe. “E ci hanno detto che avevano il diritto inalienabile di arricchire l’uranio: noi gli abbiamo risposto che il nostro presidente riteneva inalienabile il diritto di fermare questo percorso”.
Quello che sfugge all’onorevole Boldrini è che se un Paese totalitario – principale esportatore di terrorismo e di fautore dell’apocalisse islamista, che ha la nella propria ragion d’essere la cancellazione dello Stato degli ebrei – ha 11 bombe nucleari, non c’è bisogno di essere dei geni per vedere la conclusione del teorema; e che qualunque uomo libero e dotato di senno che tenga alla pace in generale e in Medio Oriente in particolare, tiene anche all’arresto delle velleità terroriste-nucleari di queste dittature, per cui non può non condividere l’intervento americano-israeliano.
Ora, noi capiamo che l’onorevole iper-femminista Boldrini – che si recò velata sia in Iran sia alla grande moschea di Roma – pare aver sempre un debole per l’agenda islamista e poco femminista degli ayatollah: però non diciamo balle, il pericolo nucleare c’era, se ne sono vantati gli iraniani stessi ai negoziati. Il pericolo dell’apocalisse islamica, l’obiettivo morte a Israele e all’America, cioè all’Occidente, c’erano. Per fortuna qualcuno li ha bombardati.
