Conte ‘toni bassi’: Riforma disegno politico criminale
Giovanni Sallusti · 26 Febbraio 2026
Cari ascoltatori, pochi giorni giorni fa il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto al Csm (di cui è capo) per sottolineare l’importanza della compostezza istituzionale e per invitare tutti ad abbassare sul referendum sulla giustizia; e da quel momento la parola d’ordine “abbassare i toni “ è stata impugnata con grande zelo da giornaloni, intellettualini, quirinalisti e corifei vari contro qualunque sbavatura, vera o presunta, di ministri come Carlo Nordio, e anche contro battute (francamente rivedibili) come quella del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, in genere uomo accorto, che ha detto “Putin voterà no”, mischiando temi che non c’entrano nulla. Il fronte del Sì dovrebbe certamente rimanere nel merito del quesito e della riforma, dove ha tutte le ragioni.
Però poi succede che a Palermo si è svolto il primo confronto tra big del Sì e big del No, e tra essi c’erano Giuseppe Conte, leader di quel che resta del Movimento 5 Stelle, e appunto il ministro della Giustizia Nordio. Tenendo a mente l’appello mattarelliano, riprendiamo che cosa ha detto Conte in questo dibattito, che in realtà doveva essere un dialogo (ricordate? È quella pratica democratica in cui eccelleva Charlie Kirk, confrontarsi con le ragioni altrui e provare a smontarle, in una cornice di rispetto reciproco).
Conte per prima cosa ha attaccato Nordio: “Lei, ministro, non dico che fa dichiarazioni folli, dice anzi chiaramente che occorre contenere il terzo potere. Lei non vuole una giustizia domestica, ma addomesticata”, ed ecco qua la rincorsa al titolo sui siti. Poi arriva la frase chiave: “Sono molto preoccupato perché state realizzando un disegno politico criminale sin dall’inizio”. E questi sarebbero gli stessi che sventolano l’effigie del presidente della Repubblica a ogni sillaba emessa da un esponente del Sì? Quella del disegno “politico criminale” è la stessa tesi di Gratteri, secondo il quale per il Sì si schierano indagati, imputati, massoni deviati, delinquenti: e così siano tornati alla tecnica della delegittimazione dell’interlocutore, e anche della riforma voluta da un governo figlio di un consenso popolare ottenuto anche su questo tema, perché la riforma della giustizia era nel programma elettorale del centrodestra.
Ora, siamo sicuri che vedremo una reazione scandalizzata nei confronti delle parole di Conte da parte di tutti quelli che hanno criticato battute o frasi sopra le righe, anche di Nordio: altro che abbassare i toni, il discorso del capo dei 5 Stelle li ha alzati di centinaia di decibel, ma temiamo che vincerà il solito doppiopesismo. In realtà Nordio è quello che ne è uscito meglio, è rimasto sul punto, ha detto che “c’è sempre stata una certa riluttanza misoneista a cambiare le cose da parte della magistratura” (misoneista significa odiatrice del nuovo).
E noi siamo sicuri che a Conte arriverà la tirata d’orecchie dal Quirinale, perché non c’è nessun disegno politico criminale, c’è una legittima riforma che il Paese aspetta da decenni, il minimo per adeguare gli standard del nostro sistema della giustizia a quelli delle democrazie occidentali. Cari amici del No, dovreste riascoltare le parole di Mattarella: abbassate i toni, altrimenti la vostra credibilità precipiterà molto più rapidamente.
