Oh-oh, la Cgil non paga un dipendente? Che bravo Landini

· 26 Febbraio 2026


Cari ascoltatori, abbiamo lasciato trascorrere tutto il pomeriggio perché pensavamo sarebbe successa una delle due cose: o le dimissioni del segretario generale della Cgil, nonché leader dell’antagonismo di sinistra, Maurizio Landini, oppure da parte sua la smentita della notizia più che imbarazzante riportata oggi dal Giornale, cioè che il sindacato dei lavoratori non ha pagato il Tfr, un diritto elementare, a un suo dipendente. Allora, Landini: o le dimissioni, o una smentita, anche secca e polemica, se la notizia è falsa. Al momento rimbomba il silenzio.

Il caso riguarda un lavoratore che nell’articolo viene chiamato Stefano O.: un’odissea giudiziaria che inizia nel 2015 e che finisce nel 2023 con la sentenza della Corte di Cassazione, sezione Lavoro, presieduta dal giudice Fabrizia Agarri, che ha condannato la Cgil al pagamento del Tfr al lavoratore per un importo pari a circa 92mila euro. Landini era già alla guida del sindacato.

La cifra però non è mai stata erogata al lavoratore, e così si è arrivati al decreto ingiuntivo, con conseguente pignoramento, perché questo diritto venisse riconosciuto: il 30 settembre scorso il giudice Alessandro Cento, della Terza sezione civile del Tribunale di Roma, ha disposto il sequestro di 190.145 euro sul conto corrente del Monte dei Paschi di Siena intestato alla Cgil nazionale di Corso Italia: conto di cui, riferisce il Giornale, hanno disponibilità il segretario generale, cioè Maurizio Landini, e il tesoriere del sindacato.

La beffa, che aggiunge comicità alla drammaticità di questa notizia, è che il Tfr è stato uno dei tanti feticci polemici sventolati da Landini nella sua veste di potenziale autocandidato leader dell’opposizione contro il governo di centrodestra. Quando, per esempio, venne fatta la proposta di utilizzare il Tfr come anticipo pensionistico, Landini tuonò con i toni che gli sono propri, quelli dell’antagonista in capo assai più di quelli del segretario di un grande sindacato istituzionale: “È una presa in giro. Mi scusi, io il Tfr ce l’ho già, è mio. Dovrebbe essere aggiuntivo alla pensione, non sostitutivo, chiedono di usare soldi che ho già. Pensano davvero che siamo tutti coglioni che viviamo da un’altra parte?”.

In effetti, caro Landini, non siamo tutti coglioni, la notizia riportata dal Giornale l’abbiamo capita perfettamente, e di smentite non ne abbiamo ancora sentite. Lei fa retorica sui diritti dei lavoratori – ormai raramente perché è preso a parlare di flotille e Askatasuna o di qualunque altra cosa, piuttosto che di lavoro – e poi il sindacato da lei guidato si fa pignorare il conto perché non dà il Tfr a un suo lavoratore in carne e ossa? No, non siamo tutti coglioni e il commento a questa triste e imbarazzante notizia sta dentro la notizia stessa.


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