Dici “Merz Pinocchio”? Finisci indagato: ecco il free speech Ue

· 26 Febbraio 2026


Nella nostra nuova rubrica “Sic et non”, Marco Tognini presenta e analizza i temi politici della settimana, nazionali e internazionali: tra questi, Tognini analizza le enormi difficoltà che sta vivendo la libertà di parola in Europa. L’ultima prova su strada, in questo senso, è la notizia relativa a un pensionato tedesco che rischia cinque anni di carcere per avere dato del “Pinocchio” al cancelliere della Germania, Friedrich Merz.

L’uomo, nello scorso ottobre, aveva scritto testualmente “Pinocchio arriva a Heilbronn” sotto un post su Facebook della polizia che annunciava la visita di Merz e del governatore del Baden-Württemberg, Winfried Kretschmann. Tre mesi dopo, gli è stato comunicato che era indagato ai sensi dell’articolo 188 del codice penale tedesco: una legge del 2021 che criminalizza gli insulti contro i politici se ritenuti “dannosi per la loro attività pubblica”, con pene fino a cinque anni di carcere. Evidentemente sembrerebbe proprio che basta poco per trovarsi nei guai.

Ne sanno qualcosa anche nel Regno Unito, dove la distopia laborista ha prodotto una tale quantità di pazzie che ci si potrebbe scrivere un’enciclopedia. C’è stato infatti il caso di Lucy Connolly, moglie di un esponente conservatore sbattuta in galera perché su X – dopo un attentato all’arma bianca – aveva invocato l’espulsione di massa dei clandestini precisando che se ne sarebbe infischiata se qualcuno l’avesse considerata razzista troppo. D’altra parte, anche nella Francia di Emmanuel Macron, di recente sono stati arrestati proprio due inglesi che avrebbero incitato all’odio contro gli stranieri. E pensare che il web doveva essere il paradiso della democrazia; e invece è diventato il mezzo per perseguire sostanzialmente i reati d’opinione.

Il surreale episodio accaduto in Germania ha riacceso lo scontro dialettico con gli Stati Uniti d’America che, stando almeno dal discorso di J. D. Vance a Monaco, strapazzò l’Europa per la sua smania censoria. Secondo il sottosegretario Usa di Stato alla diplomazia, Sarah B. Rogers, l’inchiesta sull’affare Pinocchio “somiglia a un caso di lesa maestà: la maggior parte dei tedeschi vuole che le leggi siano applicate in questa maniera, ma vaghe e ampie restrizioni della libertà d’espressione generano sempre casi al limite dell’abuso ed effetti raggelanti”.


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