Gaza e cuba: la flotilla raddoppia le “sue” canaglie

· 25 Febbraio 2026


Cari ascoltatori, vi mancava il circo flotilla? Ebbene nuntio vobis, sta per tornare! Non solo, raddoppia: i convogli dell’armata brancaleone su barca saranno due: un pezzo della Global sumud flotilla, chiamato “Nuestra america”, farà rotta su Cuba, frutto di un appello lanciato sul sito dell’organizzazione internazionale progressista. Fra gli animatori della fetta caraibica c’è l’ex leader laburista britannico Jeremy Corbyn, quello che spostò la sinistra britannica su posizioni oltre l’antisionismo, praticamente antisemite, e la deputata democratica statunitense Rashida Tlaib, famosa per essere andata velata anche al Congresso: cioè entrò nel tempio della libertà individuale indossando un simbolo dell’oppressione sulle donne.

Poteva mancare la prezzemolina di ogni impresa terzomondista e antioccidentale, Greta Thunberg? No che non manca: ha dato il suo sostegno in nome “della solidarietà internazionale come unica forza abbastanza potente da poter affrontare figure imperiali come Trump e Netanyahu” (Netanyahu è uno spauracchio che sta bene su tutto, anche sui caraibi). Restiamo convinti che i cubani non abbiano fra le loro angosce quotidiane Netanyahu e Trump, anzi forse il secondo è visto come potenziale liberatore. Di sicuro sono sfibrati da decenni di tetra oppressione, sotto uno degli ultimi regimi comunisti della Terra: questo sì che è il loro problema.

Il circo flotillesco promette di portare cibo, medicinali e beni di prima necessità contro il malvagio embargo dei satanici yankee, e guai a dire che forse la miseria e la fame hanno a che vedere con il fallimento del socialismo reale, con un regime che non ha prodotto ricchezza e ha schiacciato la popolazione che avrebbe dovuto sostenere. Per lorsignori, a dispetto di ogni evidenza, la causa resta lo zio Sam e il suo embargo contro un nemico che a poche miglia dalle sue coste da decenni taglieggia un Paese intero, cristiani, dissidenti, civili che vorrebbero una vita decente e non la miseria castrista: ma per i flotilleri la colpa di qualsiasi cosa è sempre l’America…

Il circo dovrebbe dovrebbe arrivare all’Avana il 21 marzo, ce li immaginiamo fra le canzoni guerrigliere, le lacrime per Che Guevara le varie parole d’ordine anti-americane e filo-comuniste. Ma pare stia per ripartire anche la flotilla originaria verso Gaza, riedizione di quella che doveva consegnare montagne di aiuti che non c’erano, tanto che loro stessi alla fine hanno ammesso che l’obiettivo non era quello, ma di forzare il blocco israeliano in una zona di guerra, impresa ovviamente non riuscita e annegata nel ridicolo.

A questi qua, anch’essi benedetti da Greta e che dovrebbero partire il 12 aprile, dovrebbe unirsi l’ammiraglia dell’ong Open Arms (quella che ha partorito la cagnara del processo Salvini colpevole di difendere i confini nazionali, finita con una assoluzione). E ci sarà la Barbie di Gaza, nome di battaglia di Ana Alcalde, quella che ballava sulla barca che andava felice a “non” forzare il blocco israeliano: è famosa per aver negato che il 7 ottobre i galantuomini di Hamas avessero la tendenza a stuprare qualunque donna ebrea incontrassero; anzi sostenne che alcune ragazze israeliane si sono sentite brutte perché i tagliagole non le avevano sfiorate. E i giornaloni progressisti giù con prime pagine a sfoggiare la Barbie che diceva queste cose… Un altro personaggio pronto a salpare che abbiamo già visto è Thiago Avila, il brasiliano conosciuto principalmente per la sua partecipazione commossa al funerale del leader di Hezbollah, Nasrallah, insieme con tutti i sinceri democratici.

Quest’anno dunque avremo un doppio circo, con il comune denominatore che vale per tutte le imprese sotto il suo cappello: l’innamoramento sfrenato e acritico per qualunque dittatura, che sia la Cuba comunista o la Gaza in mano agli sgherri nazi-islamici di Hamas. E sempre animati dall’odio contro l’Occidente. Un ben tragico circo.


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