Parlando liberaMente con Marco Bassani: addio “diritto internazionale”: comanda l’America
Giovanni Sallusti · 21 Febbraio 2026
Questa settimana, a “Parlando liberaMente”, la nostra intervista settimanale con i protagonisti della politica, dell’attualità, del giornalismo, Giovanni Sallusti discute di politica internazionale con Marco Bassani, professore ordinario di Storia del pensiero politico all’Università telematica Pegaso, nonché autore del libro di recente uscita “Occidente contro Occidente. Elegia prima del suo trionfo” (288 pagine, edito da Liberilibri).
“Oggi l’Occidente vive una condizione tragica, segnata da una tensione che ormai è diventata frattura tra le sue due facce, quella di qua e quella di là dell’Atlantico. Il motivo è che i grandi Paesi Ue si sono messi insieme con l’idea di creare un blocco continentale che rappresentasse qualcosa dal punto di vista geopolitico, ma hanno fallito su tutta la linea. Così continuano ad accusare gli Stati Uniti di avere rotto un qualche equilibrio immaginario, che di fatto non c’era. Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, lo ha detto chiaramente agli europei: guardate che il vostro ordine liberale non esiste, perché è fondato sull’ideologia del green, sulla deindustrializzazione, sull’apertura delle frontiere”.
“L’elemento davvero incredibile è che l’Europa continua dal 1945 a guardare gli Stati Uniti d’America come a un malato terminale, quasi sognasse l’eclissi dell’America. Io mi chiedo: ma che cosa diavolo avranno in mente gli europei, se credono davvero che in un mondo dominato dalla Cina si troveranno meglio? Dubito che conoscano gli ideogrammi o che siano in grado di rapportarsi in qualche modo a 5mila anni di storia cinese di cui non sanno e non comprendono nulla: è una totale follia. C’è nel nostro continente una sorta di antiamericanismo: si continua ad accusare gli Usa di superficialità, solo perché ha costruito la società di maggiore successo della storia umana. Il punto cruciale è che l’Occidente è l’unica società che continua a pentirsi del proprio passato, quando ciò che ha fatto è stato dotare di senso l’avventura umana sul pianeta. Non abbiamo mai visto dei leader musulmani che ci abbiano chiesto perdono per l’espansione dell’Islam che, nella storia umana, ha provocato 270 milioni di vittime”.
“Tutti gli indici numerici ci dicono che entro il 2035, al massimo il 2040, la Cina scenderà enormemente dal punto di vista economico e demografico. Gli studiosi concordano unanimemente nel sostenere che il Paese asiatico si trovi già in uno stadio di crisi avanzata: questo perché, in soli 50 anni, la Cina ha percorso tutta la parabola che in molto più tempo ha percorso, per esempio, l’Inghilterra: rivoluzione industriale, post-industrializzazione, crisi post-industriale e fallimento completo. I cinesi si trovano a uno stadio considerato uno dei peggiori della storia umana. In questo momento non sono in grado, qualunque sia la loro popolazione attuale, di immaginare un futuro roseo: la prossima generazione diminuirà, nei numeri, del 30-40%, ed anche più probabile che si dimezzino sia la popolazione sia le tantissime aspettative di carattere economico. Ma occhio anche al destino europeo: mentre infatti l’America in tutti questi anni ha continuato a produrre ricchezza e a crescere, l’Europa sta via via scomparendo dal radar della produzione della ricchezza, senza offrire alle future generazioni alcuna speranza”.
“Non mi meraviglio affatto che l’islamizzazione sia diventato il cuore dell’agenda politica delle forze che si dichiarano progressiste nel Vecchio Continente. La sinistra vive nell’assoluta convinzione che si debba distruggere il sistema capitalistico di mercato fondato sugli scambi e sulla proprietà privata, anche dopo il fallimento del marxismo, senza che sia nata un’idea alternativa. Alla fine si sta arrivando a un serie di saldature, la più innaturale delle quali è quella tra femminismo e radicalismo islamico, che pure stiamo vedendo. Le femministe difendono gli uomini islamici che picchiano le donne, perché l’importante è affermare che l’unico colpevole di tutta la storia occidentale sia il maschio bianco, euro-americano ed eterosessuale”.
“Per quanto riguarda il Board of peace, trovo folle chi difende le organizzazioni internazionali e il diritto internazionale, visto che né l’Onu né l’Unione Europea sono servite a qualcosa. Basti guardare l’inutilità totale sul conflitto israelo-palestinese dal 1948 ad oggi, nonostante si voglia continuare a sostenere che non si possa uscire dal perimetro stabilito dalle organizzazioni internazionali. Ma poi, mi chiedo: quale autorità può avere una come Kaja Kallas? Il discorso è che non c’è un leader politico europeo che abbia la popolarità e la potenza di Donald Trump, anche nel proprio Paese. Eppure le organizzazioni internazionali, soprattutto in Italia, godono di un prestigio enorme, ed è veramente incredibile”.
