Il “campo isterico” strilla sul board of Peace: è la prova che dobbiamo esserci!

· 17 Febbraio 2026


Cari ascoltatori, la prova migliore che l’adesione dell’Italia al Board of peace trumpiano per Gaza – seppure nella forma che rispetta il vincolo costituzionale, cioè da osservatore – sia un bene, è la crisi di nervi che ha scatenato nel cosiddetto campo largo, oggi “campo isterico”, alla Camera dei deputati, dove il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riferito. Tajani ha ricordato positive ovvietà: si è chiesto come potrebbe l’Italia non essere presente dove si discute e si costruisce la pace in Medio Oriente con la partecipazione di tutti i principali attori regionali, evidentemente sarebbe un suicidio geopolitico per il nostro Paese. Ha aggiunto Tajani che “è cruciale per la nostra sicurezza nazionale anche in chiave di contrasto al terrorismo e ai flussi migratori irregolari”.

Ma visto che lorsignori non si sono mai preoccupati dei flussi migratori irregolari, anzi ci hanno costruito le loro fortune retoriche ed elettorali, nell’emiciclo sinistro dell’Aula si sono visti scene madri e attacchi convulsivi. La deputata grillina Carmela Auriemma ha scomodato il “colonialismo 5.0”, fedele alla pedissequa caricatura dell’Occidente che va sempre in territori idilliaci a spogliare le popolazioni delle loro risorse e del loro futuro. Il problema è che la popolazione di Gaza era ampiamente oppressa e spogliata di risorse e di futuro dagli sgherri nazi-islamici di Hamas, che sono stati sconfitti e messi per lo più in condizione di non nuocere dalla guerra condotta dallo Stato di Israele con un largo supporto americano. In pratica il colonialismo c’entra un po’ come la meritocrazia con il Movimento 5 Stelle, siamo prossimi allo zero. 

Anche Riccardo Magi di +Europa si è segnalato: “Il Board of Peace voluto da Trump è un comitato di immobiliaristi americani che vogliono portare a termine una ricostruzione che non porterà stabilità e giustizia ai palestinesi, ma sarà solo una mera speculazione edilizia”. Se fosse come la racconta Magi, vorrebbe dire che questo comitato di immobiliaristi americani avrebbe fregato gente non proprio sprovveduta, come le leadership dell’Arabia Saudita, dell’Egitto, del Qatar, dell’Indonesia, in pratica tutti i Paesi musulmani importanti e ricchi che partecipano a questa operazione…

Poi è arrivato Giuseppe Provenzano del Pd, che ha straparlato di “strappo alla collocazione internazionale del nostro Paese”, e non si capisce perché: l’Italia aderisce a un’iniziativa del suo principale alleato geopolitico, del principale partner dell’Alleanza atlantica, della principale democrazia del mondo. Sono piuttosto i Paesi che nel Board non ci sono, a “strapparsi” dal legame transatlantico, di certo non l’Italia. Provenzano ha detto che “il Board of peace rappresenta l’ennesimo attacco alle Nazioni Unite”: e qui ci tocca ricordare che pochi giorni fa le Nazioni Unite – per acclamazione! – hanno dato la vicepresidenza della Commissione sviluppo sociale alla Repubblica Islamica dell’Iran. Badate: nella mission di questa Commissione è contemplata la tutela della democrazia, della tolleranza e della diversità. Tutti concetti cui notoriamente la teocrazia assassina degli ayatollah tiene molto, quando mitraglia i propri civili e va a stanare negli ospedali i sopravvissuti per finirli. Queste sono le Nazioni Unite: per decenza sarebbe meglio evitare di evocarle.

Ma probabilmente la palma del vincitore è da consegnare a Nicola Fratoianni di Avs: “Qualunque cosa andremo a fare lì, che ci andiamo da imbucati, guardoni o quant’altro, il problema è che la natura del Board of peace è inaccettabile. Stiamo parlando di un comitato d’affari, un’accolita di speculatori”, insomma il comitato d’affari della borghesia di marxiana memoria. “Perché la tregua diventi pace serve il protagonismo dei palestinesi, il riconoscimento dello Stato di Palestina, sanzioni verso Israele”, cioè secondo lui, perché la tregua funzioni, bisogna mazzolare lo Stato degli ebrei che il 7 ottobre 2023 è stato vittima di un pogrom.

Questa è la genialata di Fratoianni, cui dà fastidio, come a tutti lorsignori, il fatto che le chiavi della pace in Medio Oriente, di una vera e propria rivoluzione pacifica dell’area, al netto del problema Iran, ce le ha il puzzone Donald Trump; e la loro crisi di nervi è la dimostrazione migliore che sì, questa è un’ottima notizia.


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