Difende le femministe di destra: ucciso dagli antifa filo-islam
Giovanni Sallusti · 13 Febbraio 2026
Cari ascoltatori, oggi Lione è dolorosamente capitale dell’Occidente, in particolare dell’Europa, un microcosmo in cui si riflette il folle, masochista macrocosmo in cui rischiamo di perdere la nostra identità. Diciamo questo perché a Lione si è visto un esempio tragico della violenza squadrista, autoritaria e potenzialmente totalitaria presente nel Vecchio continente: quella che si ammanta con la parola antifascismo, sporcandola, violentandola, capovolgendola.
Leggiamo sul Giornale, infatti, che un giovane di 23 anni di nome Quentin, di cui è stata dichiarata la morte cerebrale, questa mattina ha ricevuto l’estrema unzione, dopo che ieri sera era stato picchiato da un gruppo di sedicenti antifascisti. Il fatto è avvenuto durante una conferenza all’ateneo di Lione organizzata da Rima Hassan, eurodeputata di La France Insoumise, il partito islamo-gauchista di Jean-Luc Mélenchon, che teorizza espressamente la saldatura con le seconde generazioni e con le comunità islamiche, anche le più radicali, contro l’identità storica della Francia e dell’Europa.
Fuori da questo evento si stava tenendo una protesta pacifica del collettivo femminista identitario Némèsis, che mostrava uno striscione con lo slogan “Fuori gli islamo-sinistrosi dalle nostre università”, in nome della République, della laicità, dell’intangibilità di ogni individuo, della pari dignità fra maschio e femmina.
Comunque la si pensi, doveva essere un momento di democrazia, di convivenza civile: ma diversi gruppi sedicenti antifascisti hanno aggredito queste giovani francesi, minacciandole, trascinandole a terra, mettendo le mani al collo a una di esse, ne sono testimoni alcuni video pubblicati sui social. A un certo punto Quentin e un altro ragazzo che erano assieme alle attiviste anche per difendere la loro sicurezza, hanno provato a opporsi a questa follia: allora, spiega la cronaca de Le Figaro, Quentin è stato fatto inciampare e scaraventato a terra, riportando ferite alla testa, poi è stato ripetutamente preso a calci.
Il suo amico, leggermente ferito, lo ha accompagnato a casa e ha chiamato i soccorsi, ma sulla via del ritorno Quentin ha perso conoscenza: è stato ricoverato per un’emorragia cerebrale e la situazione è rapidamente peggiorata, per cui gli è stata somministrata all’estrema unzione e infine è stata dichiarata la morte cerebrale.
La morale di questa storia terribile è che un 23enne francese ha perso la vita perché ha difeso delle donne attaccate dallo squadrismo islamo-gauchista. Queste cronache vengono dalla Francia, quindi dall’Europa di oggi, non da un sobborgo di qualche Stato islamico: ma ormai la distinzione tra questi due luoghi, ahinoi, è sempre più sfuggente.
