Ultime da lorsignori: rispettare la legge è “deriva autoritaria”
Giovanni Sallusti · 6 Febbraio 2026
Cari ascoltatori, è tornato un grande classico, un sempreverde del vocabolario delle anime belle che verdeggia soprattutto quando governa il centro-destra: la “deriva autoritaria” e “vogliono soffocare il dissenso”. Il grande classico è rinato perché il governo ha avuto la bizzarra idea di partorire un provvedimento su un tema chiave per gli italiani e soprattutto per l’elettorato di centro-destra, cioè la sicurezza, incredibilmente con un’ottica di centro-destra.
Così è subito partita la geremiade della deriva autoritaria e della caccia al dissenso: ci chiediamo però che idea di dissenso lorsignori abbiano. La possiamo ricavare dalle reazioni. Giuseppe Conte (sarà parente di quel Conte che firmò i decreti sicurezza nel governo gialloverde?): “L’obiettivo era sfruttare i fatti di Torino per soffocare il dissenso. Da Torino continuano ad arrivare immagini e testimonianze di gravi abusi della polizia, che, se dimostrati, dal nostro punto di vista devono essere perseguiti”. Conte però si dimentica dell’immagine che ha fatto il giro del mondo, il poliziotto per terra picchiato, bastonato e martellato da dieci galantuomini…
Ai primi posti nella classifica della reazione contro la deriva autoritaria non può mancare Ilaria Salis, che compagni con il martello crediamo ne abbia frequentati, la quale ha parlato di “pacchetto repressione: le forze dell’ordine diventeranno cittadini un po’ più uguali degli altri di fronte alla legge”. Cosa nemmeno vera, perché il meccanismo sulla legittima difesa che non fa scattare l’iscrizione automatica nel registro degli indagati è esteso a tutti, non vale solo per le forze dell’ordine. Ma la verità non è interessante, lo è solo la deriva autoritaria.
Un po’ geloso della sua europarlamentare, ha provato a inserirsi nella gazzarra anche Nicola Fratoianni,: “Ci batteremo contro questa ennesima operazione propagandistica per difendere la Costituzione e la libertà di tutti e tutte” (quando parlano sono sempre in affanno a nominare i generi in parti uguali, però Nicola manca la schwa, ahi ahi). Non si capisce che problemi ponga alla Costituzione il decreto sicurezza, peraltro vidimato dal Quirinale: difende meglio le libertà dei cittadini onesti, il problema di repressione lo pone ai delinquenti. Se ha parlato Fratoianni allora parla anche il suo siamese Bonelli, che ha definito il provvedimento “una deriva repressiva senza precedenti”, quindi anche oltre il fascismo, e ha aggiunto comicamente che il provvedimento appena nato “non ha prodotto alcun risultato concreto”.
Come al solito vale tutto, nella bolla degli indignati per la deriva autoritaria. Anche Elly, intervenuta alla Camera, ha speso l’aggettivo “liberticida”, Riccardo Magi, sempre ultimo in tutto, numeri inclusi, ha sottolineato “il salto di qualità nella svolta illiberale”, così da darsi un tono colto. Ce ne sono decine di dichiarazioni così, e la domanda resta la stessa: che idea di dissenso hanno lorsignori? Il dissenso è quello dei dieci galantuomini che prendono a martellate il poliziotto? È quello dei gruppi antagonisti pro-pal, no-tav e delinquenti vari che organizzano una manifestazione con la parola d’ordine della “resa dei conti con lo Stato democratico”?
Ed è dissenso i maranza con i coltelli ogni giorno in strada? A noi sembra che la stretta anti-coltelli nel decreto non sia affatto una stretta anti-dissenso. Lorsignori parlano scollegati dalla realtà, ma un pregio ce l’hanno: ci ricordano che, per quanti limiti abbia la maggioranza di centrodestra, per fortuna non governano loro!
