“Parlando liberaMente” con Capezzone/ Ice, toghe, polizia: sinistra rimbambinita

· 31 Gennaio 2026


Questa settimana, a “Parlando liberaMente”, la nostra intervista settimanale con i protagonisti della politica, dell’attualità, del giornalismo, Giovanni Sallusti discute con Daniele Capezzone, direttore responsabile de Il Tempo, dell’attualità politica e internazionale – con riferimento alle polemiche legate all’agenzia federale statunitense sull’immigrazione e all’inchiesta sul poliziotto che ha ucciso un pusher nordafricano a Rogoredo.

“L’Ice può sicuramente avere esagerato in alcune circostanze. Ma se vogliamo fare un discorso serio e non propagandistico, occorre fare almeno due passi indietro e sottolineare qualche elemento importante: per esempio il fatto che è da cinque anni che la sinistra americana sostiene e fomenta manifestazioni violente, di guerriglia urbana, che le città Usa sono state messe a ferro e fuoco da manifestazioni dei Black Lives Matter, che sindaci e governatori democratici hanno attizzato questi fuochi, facendo campagne contro il definanziamento della polizia. Davanti a questi fatti se si sposta il pendolo della storia su un lato estremo, è fatale che un’oscillazione eccessiva faccia sì che Donald Trump risponda a questa esigenza. L’Ice ha agito anche durante le presidenze di Barack Obama e Joe Biden: solo adesso è diventata la Gestapo? Quando c’è un capo della Casa Bianca di un certo tipo, la sinistra resta cauta e prudente, quando ce n’è un altro si grida allo scandalo”.

“In Italia il clima non è dissimile. Il Partito democratico ha fatto cagnara sul fatto che ci saranno (poche) decine di agenti Ice a Milano-Cortina, tra l’altro appartenenti alla divisione informativa d’intelligence; non quelli con i mitra in strada. Gli stessi che spalancavano le porte e stendevano tappeti rossi ai russi in epoca Covid, oggi strillano come matti per qualche agente che starà nel consolato americano. Cristina Tajani, senatrice del Pd, ha affermato che non c’è da stare tranquilli con loro perché potranno accedere alle banche dati. Sì, con il piccolo dettaglio che saranno quelle americane. Il bello che noi paghiamo 13mila euro al mese dei parlamentari della Repubblica per dire queste cose qua”.

“Bisognerebbe che lo Stato non abbandonasse gli uomini in divisa che percepiscono 1.400 euro al mese. Ma, persino davanti a un caso palese di uso legittimo della forza da parte della Polizia, forse c’è qualcuno che preferirebbe un agente ferito o morto. Dopo il caso di Rogoredo è scattata subito l’inchiesta contro l’agente e sed è stata raccontata la favoletta dell’atto dovuto, laddove tutti ormai sanno che un pm può tranquillamente aprire quello che viene chiamato un fascicolo ‘modello 45’: senza indagati né ipotesi di reato. Poi, però, non lamentiamoci che qualche uomo in divisa si arrabbi. Ovviamente noi ci auguriamo vivamente che la pazienza, il senso dello Stato e il rispetto delle leggi trionfino sempre. Ma non si può esagerare sempre nel tirare la corda. Il rischio serio è che si crei una frattura tra uomini di Stato e, nella fattispecie, tra forze dell’ordine e pezzi di magistratura”.

“A furia di indagare qualunque agente, anche in situazioni di palese legittima difesa, infatti, c’è il rischio che i poliziotti e i carabinieri covino una rabbia tale per cui possano entrare in collisione con parti dello Stato, invocando un’ipotetica revoca delle scorte alle toghe. L’Associazione nazionale magistrati ha reagito male a questa suggestione, provando in modo maldestro a distorcere il senso di queste parole. Figuriamoci se c’è qualcuno che si augura che vengano tolte le scorte ai magistrati. Anzi, sono sicuro che molti di quest’ultimi si rendano perfettamente conto di quanto questi atteggiamenti verso le forze dell’ordine siano irritanti sia per chi indossa le divise sia per i cittadini. Del resto, è oramai sotto gli occhi di tutti che spesso è perfino difficile eseguire degli arresti: in certe periferie, quando si fa cedere una pattuglia della polizia, arrivano gruppi organizzati e violenti che contestano, che insultano e che in qualche caso si contrappongono fisicamente. Bisogna restaurare un meccanismo per il quale queste cose non possano accadere più”.


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