Sicurezza sì ma anche no: sinistra in tilt

· 27 Gennaio 2026


Cari ascoltatori, come sapete tutti ieri al Boschetto di Rogoredo, una delle zone franche dove le forze dell’ordine stanno provando a riportare la sovranità dello Stato in un contesto fuori controllo, una pattuglia stava effettuando controlli su una persona, durante un blitz antidroga in borghese, quando ne è comparsa un’altra – risulterà essere un 28enne marocchino con precedenti – che si è avvicinato con in mano una pistola e con atteggiamento minaccioso. Gli agenti gli hanno intimato di fermarsi ma lui ha continuato ad avanzare puntando l’arma, fino a che un agente ha sparato e lo ha colpito alla testa. Si scoprirà dopo che la pistola era una riproduzione perfetta di una Beretta 92 a salve, indistinguibile da quella vera, per di più di notte: è chiaro che la percezione dell’agente sia stata di immediato pericolo di vita, è difficile contestarlo anche nel racconto più ideologico.

Ora questo agente risulta iscritto nel registro degli indagati, un atto dovuto secondo la legge attuale: un automatismo che con il nuovo decreto sicurezza bis verrà eliminato (questa misura ne è una delle architravi), per cui se un agente si trova costretto ad agire, nello svolgimento del suo dovere, per autodifesa rispetto a un evidente pericolo immediato, non verrà obbligatoriamente iscritto fra gli indagati, perché dovrebbe essere una prassi normale in una società civile e democratica difendere chi ci difende e – in cambio di stipendi non faraonici – si trova spesso a operare in contesti ad alto rischio, come il boschetto di Rogoredo.

La reazione della politica e degli opinionisti di sinistra? Hanno avuto la faccia tosta di dire che c’è un’emergenza sicurezza e che il governo non ha fatto abbastanza. La sicurezza è uno dei due fronti, assieme a quello fiscale, su cui in quest’ultima fase di legislatura il centrodestra deve avere un colpo di reni e accelerare, ma se c’è qualcuno che sulla sicurezza ha credibilità sotto zero, è proprio la sinistra, che negli anni in cui ha governato ha relegato il tema a paturnia di un gruppo di fascisti, incentivando una concausa della sua mancanza, la patologia dell’immigrazione incontrollata. La cosa bella è che, mentre a giorni alterni suonano l’allarme sicurezza, poi hanno sollevato un polverone isterico sulla presenza dell’Ice alle Olimpiadi invernali, un al lupo al lupo sulle “squadracce” americane, che ovviamente non sono tali: sono un’agenzia federale fondata da George Bush, che peraltro realizzò il maggior numero di espulsioni di immigrati clandestini sotto il mandato di Barack Obama. Ma nessuno ha mai parlato di squadracce di Obama.

Lo psicodramma sulla presenza dell’Ice con la delegazione americana alle Olimpiadi è un’altra farloccata di lorsignori, perché è già stato chiarito che gli agenti dell’agenzia arriverebbero in Italia ovviamente non per effettuare operazioni di polizia (In Italia possono farlo solo le forze dell’ordine italiane), ma come parte del servizio diplomatico e di intelligence a tutela delle autorità americane, tra cui il vicepresidente J.D. Vance e Marco Rubio, coordinandosi nel caso con le autorità italiane. 

Vedete la schizofrenia? Da un lato parlano di emergenza sicurezza con credibilità zero, dall’altro sollevano la psicosi dell’Ice in Italia, tema che non esiste, insinuando un nesso ideologico tra le operazioni dell’agenzia Usa e quelle della polizia italiana, degli agenti italiani che operano nelle condizioni di cui sopra, e dell’agente coinvolto nella vicenda di ieri, cui va tutta la nostra solidarietà. La sinistra politica e il mainstream editoriale-intellettuale che le porta lo strascico, sul tema sicurezza dovrebbero fare l’unico atto di decenza possibile: tacere.


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