Rogoredo, sarebbe omicidio volontario?? Subito il decreto pro agenti!
Giovanni Sallusti · 27 Gennaio 2026
Cari ascoltatori, adesso i professionisti dell’azzeccagarbuglismo ce la meneranno con l’atto dovuto, ma il fatto che il poliziotto che nel quartiere Rogoredo ha ucciso un ventottenne marocchino che lo minacciava con una pistola identica in tutto a quella vera, ora sia indagato per omicidio volontario non sta in piedi da nessun punto di vista logico, umano, men che meno nella cronaca.
Lo mostra già il racconto che, riportano i giornali, ha fatto lo stesso poliziotto al pm Giovanni Tarzia che lo ha interrogato. A Rogoredo, uno dei quartieri più critici d’Italia, piazza di spaccio e zona franca per la delinquenza, è in corso un blitz antidroga delle forze dell’ordine. Mentre gli agenti stanno controllando delle persone, quest’uomo esce dal buio, si avvicina alla pattuglia brandendo la pistola. Il poliziotto ha dichiarato: “Gli avevamo detto ‘fermo! Polizia!’ lui si è avvicinato ancora, era una ventina di metri e mi ha puntato l’arma contro, ho avuto paura e ho sparato per difendermi”.
Poche storie: questo è un caso di evidente legittima difesa nell’espletamento del proprio dovere. Quel poliziotto era lì a combattere lo smercio di droga che avviene quotidianamente a Rogoredo, che ingrossa le tasche degli spacciatori e delle criminalità organizzata sulla pelle dei consumatori (è una vera tragedia per molti giovani), e si è trovato in una evidente situazione di pericolo di vita percepito. Se questo non configura la legittima difesa e quindi non si chiude il caso mezzo secondo dopo averlo aperto, crolla tutto: si ufficializza che in questo Paese le forze dell’ordine non sono nelle condizioni minime per fare il loro lavoro.
Quindi dobbiamo scomodare il lato politico, perché se no il discorso resta monco: a breve, lo ha ribadito oggi il ministro Matteo Salvini, dovrebbe andare in Consiglio dei ministri il nuovo Decreto sicurezza che elimina questa anomalia, cioè l’iscrizione automatica nel registro degli indagati per un agente che si trovi coinvolto in eventi del genere, in sparatorie con morti. Ci sono situazioni di evidenza tale che abbiamo l’obbligo morale di stare con chi difende noi, la nostra sicurezza, le nostre libertà, per esempio nella trincea di Rogoredo, e non con la delinquenza organizzata che approfitta di queste zone franche. Noi vorremmo che ci fosse una ulteriore accelerazione in questo processo politico, perché altrimenti si lascia il fianco scoperto a una situazione oggettivamente anomala.
Quindi, noi di Radiolibertà ribadiamo la solidarietà, la nostra vicinanza a questo agente, ribadiamo che stava facendo il suo dovere e ha sparato per difendersi, che non poteva evitarlo; altrimenti abdicheremmo alla civiltà. Per la sicurezza di ciascuno di noi è indispensabile che il governo di centrodestra approvi a brevissimo questa norma, appunto, di civiltà.
