I ProPal celebrano il giorno del vuoto di memoria

· 26 Gennaio 2026


Cari ascoltatori, a un giorno dal Giorno della memoria, il momento dalla commemorazione dell’Olocausto, dalle parti dei pro-pal ci si prepara a celebrare il giorno del vuoto di memoria. Stiamo parlando della Shoah, quel marchingegno sterminatore umano inventato da uomini contro altri uomini ridotti a cose, in quanto colpevoli di essere ebrei, dissidenti, omosessuali, non-ariani. Milioni di ebrei morirono sotto quella sistematica, quotidiana macchina della morte. Eppure anche su questo momento non discutibile sta avvenendo un tentativo di invasione della retorica pro-pal: come documenta oggi il Giornale, nel Giorno della memoria vogliono trascinare Gaza, bisillabo che racchiude tutte le ossessioni della sinistra antagonista e che ormai coincide con la sinistra tout-court, con il linguaggio del Pd islamizzato e con quello degli estremisti che invadono piazze e università, per farne il lavacro della loro coscienza.

È un preciso tentativo di inondare queste ore di raccoglimento con iniziative, proteste, retorica contro il “genocidio” però in Palestina, e contro il sionismo: un taroccamento storico e morale, un inaccettabile capovolgimento. A Roma, spiega il Giornale, i collettivi Osa e Cambiare Rotta hanno annunciato sit-in e presìdi per la Palestina e contro il sionismo, lanciando una giornata di agitazione nazionale nelle scuole e nelle università con lo slogan “Ieri i comunisti liberarono Auschwitz, oggi lottiamo per liberarci da sionismo e imperialismo”.

Ora, è assolutamente vero che Auschwitz fu liberata dall’Armata Rossa, mentre altri lager, fra cui Mathausen, furono smantellati dagli alleati: ma la differenza tra i territori liberati dall’Armata Rossa e quelli liberati dagli Alleati è che i primi piombarono da un incubo totalitario all’altro, caddero sotto un’oppressione di segno opposto, dalla dittatura nazista a quella sovietica, mentre i territori liberati dagli Alleati – con tutte le imperfezioni che si possono elencare – ottennero una quisquilia che si chiama libertà.

Quel che sta accadendo ora è che nella Giornata della memoria questi galantuomini lanciano la loro “battaglia contro il sionismo e l’imperialismo”, parole che sarebbero piaciute più ai carnefici di allora che alle loro vittime. C’è, per esempio, un’iniziativa a Cesena dove Avs ha presentato la solita mozione, che verrà discussa il 29 gennaio, per concedere la solita cittadinanza onoraria a Francesca Albanese. Il testo però è interessante, perché la mozione vuole darle questo riconoscimento per la lotta contro il “genocidio in atto che si realizza in un contesto statuale pienamente inserito nel sistema economico e politico occidentale”, cioè una mozione direttamente contro lo Stato degli ebrei, senza infingimenti. Vorrebbero dare la cittadinanza all’Albanese perché si oppone a un genocidio che non esiste da parte di Israele, nelle ore in cui si commemora il genocidio per eccellenza, quello nazista contro gli ebrei!

Siamo davanti a un cortocircuito storico devastante, dal quale risulterebbe una surreale rivincita di coloro che, per fortuna, nel 1945 persero. Un capovolgimento che non si può sopportare: il vuoto di memoria pro-pal, grazie no.


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