Sostegno alla Groenlandia: Formigli non lo meritavano
Giovanni Sallusti · 23 Gennaio 2026
Cari ascoltatori, questa sera sospendiamo le polemiche e anche le facili ironie, sospendiamo le contrapposizioni il legittimo tifo di ciascuno per il suo sguardo sul mondo, le opinioni, il posizionamento politico. Sospendiamo tutto e facciamo tacere anche le nostre idee, perché siamo di fronte a un dramma vero, a un popolo che ha subito un’onta.
Il fatto di cui parliamo è obiettivamente devastante: quando un popolo, un territorio così importante viene travolto, noi tutti di Radio Libertà non possiamo che esprimere vicinanza, solidarietà, empatia: il nostro moto di affetto è verso la popolazione della Groenlandia. No, non a causa di Donald Trump, che fra l’altro non ha mai voluto invaderla, aveva degli obiettivi strategici e li ha ottenuti portando a spasso quei polli dei governanti europei a Davos. E non è nemmeno per il colonialismo danese, questa cosa per cui la Groenlandia è l’unico caso di colonialismo buono, nonostante abbia esercitato delle politiche pesanti contro la popolazione inuit e nella storia non abbia lesinato il suo disprezzo coloniale. La Groenlandia darà spazio alle basi americane quindi la questione ci pare, se non risolta, risolvibile.
Noi vi siamo vicini, groenlandesi, perché Corrado Formigli non ve lo meritavate, ci dispiace tantissimo, vi mandiamo il nostro ideale abbraccio. Diciamo questo dopo che, nella puntata di ieri sera di Piazza Pulita, l’allievo di Michele Santoro ci ha regalato una perla di giornalismo d’inchiesta: ha preso il cappotto imbottito e si è recato in Groenlandia, per mostrare in diretta la situazione di grande tensione che incombe sul quel Paese.
Formigli ha esordito con toni altisonanti: “È la storia di un popolo che non concepisce la proprietà privata, è la terra di un popolo che non conosce la guerra; non avrei mai pensato di tornare a raccontare un popolo minacciato del mio continente”, e intanto dietro si vedeva gente tranquilla, intenta nelle sue attività quotidiane, che lavora, si vedevano i bambini che andavano a scuola. Il suo reportage è roba da far impallidire Bob Woodward e Carl Bernstein sul Watergate: è stato addirittura in una pescheria, dove peraltro si è documentato su come vengono cucinate le foche, mentre la tensione a causa di Trump si tagliava a fette quanto i pesci. Poi si è recato in un locale dove ha sbevazzato e ballato. Infine ha tentato perfino di fare una domanda in conferenza stampa al premier della Groenlandia, il quale ha fatto finta di non sentire, non lo ha degnato di uno sguardo ed è uscito dalla stanza, tant’è che su X qualcuno ha scritto che il labiale di commento di Formigli sarebbe stato “che stronzo”, a testimonianza della grande empatia con il popolo groenlandese e con i suoi rappresentanti.
Per questo siamo vicini anche al premier della Groenlandia, come a tutti i groenlandesi: comunque la pensiate, voi come nessun altro il reportage in loco di Corrado Formigli non ve lo meritavate proprio.
