Foibe, Shoah, Gaza: questi qua capovolgono tutto
Giovanni Sallusti · 23 Gennaio 2026
Cari ascoltatori, non passa giorno in cui non si manifestino nuovi episodi che mostrano quanto la sinistra italiana viva immersa in una bolla ideologica doppiopesista, novecentesca e, peggio, indifferente alla logica, per non dire alla decenza. Mettiamo in fila alcune delle notizie di stamattina, da cui si trae l’immagine non di una compagine alternativa alla maggioranza di centrodestra sul futuro del Paese, cosa sarebbe sana nonché normale, ma una specie di incubo avanguardista che ha poco a che fare con la realtà e con la storia.
Prima notizia, su Giornale: “Le barricate di Pd e alleati: no alle foibe nella legge”. Schlein, Fratoianni-Bonelli e Conte si sono trovati per una volta compatti per dare addosso all’iniziativa del Consiglio regionale del Lazio, dove la maggioranza di centrodestra ha presentato una proposta di legge per la promozione e valorizzazione dei viaggi della Memoria e del Ricordo. Si parla delle grandi tragedie del Novecento, della democrazia e del rifiuto di ogni discriminazione. Cosa diavolo c’è che non va in questa proposta di legge, che a noi sembra moralmente ovvia?
Attenzione: in questa mozione la tragedia della Shoah e la tragedia delle Foibe non vengono mai equiparate, sono differenti nella sostanza e nei numeri. Ma entrambe rimandano alle due folli e liberticide esperienze totalitarie del Novecento, nazifascismo e comunismo, che nel caso delle Foibe internò e uccise in quel modo orrendo tantissimi italiani in nome dell’ideologia comunista. Questo per lorsignori pare sia un problema, visto che ha causato una levata di scudi: gli “alleati” hanno presentato oltre 100 emendamenti chiedendo di abrogare la parola ricordo, così da negare che l’esperienza totalitaria ha avuto due volti uno, nero e uno rosso…
Sempre il Giornale, altro titolo: “La Shoah e Gaza. Ecco la Memoria usata come trappola contro gli ebrei” che spiega i contorcimenti di lorsignori per ritorcere il giorno della memoria contro il popolo ebraico e quindi contro lo Stato degli ebrei: fra questi, Michele Sarfatti – docente universitario a Pisa ed ex direttore del centro di documentazione ebraica – ha dato conto di un incontro, nell’ambito degli eventi per il Giorno della Memoria organizzato dall’Università di Verona con il Comune scaligero, dal titolo “Gaza e il conflitto palestinese”, mirato a ripensare il racconto della Shoah mettendolo in relazione con quel che succede a Gaza, cioè la guerra tra lo Stato degli ebrei e una banda terrorista nazi-islamica che è nazista anche nel saluto. Ripensare una tragedia universale come la Shoah in nome delle paturnie di questi signori è proprio un punto di non ritorno…
Ma viriamo, da ultimo, su un aspetto più divertente, l’ascesa della nuova madonna pellegrina delle truppe progressiste che fa una concorrenza spietata a Francesca Albanese: in questi giorni è stata portata in pellegrinaggio a Roma e la si vede a ogni evento, conferenza stampa, convegno, aperitivo, ovunque: si chiama Fadwa Barghouti ed è la moglie di Marwan Barghouti, attualmente residente in un carcere israeliano con cinque condanne all’ergastolo come mandante delle azioni della Brigata dei martiri di Al-Aqsa, tra cui attentati suicidi contro obiettivi militari e civili e civili.
Questa signora, che la vulgata ci propina come la moglie del Nelson Mandela palestinese, in tre giorni ha partecipato a una miriade eventi, alcuni anche rilevanti: per esempio la si è vista al Comitato permanente sui diritti umani della Camera presieduto Laura Boldrini; poi a un evento di Al-Fatah Italia, ovviamente presso il gruppo Pd alla Camera: poi è stata intervistata dal Fatto Quotidiano e dal Tg3. In pratica in questi giorni a Roma è impossibile evitare la signora Barghouti. La quale, neanche serve dirlo, ha una lettura lievemente sbilanciata sul Medio Oriente, che preclude il pronunciare la parola Hamas.
Ora, queste notizie fino a pochi anni fa sarebbero sembrate folli, uno scherzo macabro. E invece hanno finito con l’essere davvero l’alfabeto di coloro che si presentano come progressisti. Non è difficile trarne che, con tutti suoi limiti, le imperfezioni, la criticabilità, meno male che il governo di centrodestra c’è: pensate a che cosa succederebbe con lorsignori al comando del Paese, con un simile campionario di surrealtà.
