Soviet-Bettini: pensa Sì ma voterà No perché il Sì è di destra

· 22 Gennaio 2026


Cari ascoltatori, l’ultima geniale linea politica della sinistra per il referendum sulla giustizia sta tutta nel masochismo tipico della casa, di cui possiamo rilevare una sintesi nella storiella di quel signore che per fare dispetto alla moglie decise – zac! – di tagliarsi gli attributi. Esponente eminentissimo di questa castrazione politica è Goffredo Bettini, uno degli eterni capicorrente della sinistra, un vero Richelieu. In un’intervista rilasciata all’Unità, Bettin ha infatti conquistato una vetta inesplorata del bispensiero orwelliano: per prima cosa ha ricordato di essere un garantista, di essere figlio di un avvocato penalista repubblicano, e di essersi espresso più volte per la separazione delle carriere (cosa verissima), che è una delle direttrici fondamentali della riforma, su cui Bettini si è esposto sia in un passato remoto sia in un passato recente.

Ci aspettavamo dunque di aver trovato in Bettini quel segmento illuminato di sinistra che è per il sì, che non appartiene all’accozzaglia di anime perse della sinistra politica, ma a un milieu di intellettuali, giuristi, costituzionalisti che, pure da quel lato dell’emiciclo, la realtà la vedono. Invece no, ne è immancabilmente uscita l’anima comunista: nonostante lui sia d’accordo con l’impianto della riforma, voterà no, perché sostiene che è stata creata una politicizzazione estrema del confronto, per cui il voto sul referendum è diventato un sì o un no alla premier Giorgia Meloni.

Non sappiamo che giornali legga Bettini, ma a onor del vero la premier è stata la prima – a differenza di esponenti della sinistra che passavano per geni della politica e che poi su dei referendum si sono schiantati – a spiegare che quello sulla giustizia non è un referendum politico, né su di lei, né sul governo, il quale quindi andrà comunque avanti, disinnescando a monte la miccia della strumentalizzazione.

Betttini però non ce la fa, e alla fine quello che strumentalizza è lui: sono d’accordo con il Sì, ma voto No. Il Richelieu sovietico, infatti, sostiene che gran parte degli argomenti favorevoli al Sì “è fondata su una polemica astiosa, non veritiera, aggressiva e destabilizzante”, mentre il fronte del no è composta da gentiluomini in guanti bianchi che non ha mai demonizzato l’avversario. Bettini cerca specchi su cui arrampicarsi e infatti continua dicendo che il fronte del Sì “non può certo sostenere una contrapposizione così pesante alla sinistra, alle forze democratiche e al Pd”, dando per scontata la solita bestialità che solo a sinistra si trovano forze democratiche, qualcuno dovrà pur rammentarglielo che lo sono anche quelle non a sinistra; ma soprattutto dovrebbe arrendersi all’evidenza che l’impalcatura del Sì non è in alcun modo un attacco alla sinistra politica, tant’è che ne recepisce istanze storiche e ne include alcuni esponenti, seppure del passato.

Bettini, che è uomo di principio (ahah), assicura poi che “si metterà sicuramente mano al malfunzionamento della giustizia in un clima diverso” cioè quando governeranno loro: dimenticando che nell’infilata di legislature in cui hanno abitato a Palazzo Chigi, spesso senza il mandato popolare, la riforma della giustizia che piace a Bettini non s’è vista. Però se la fa il centrodestra, l’avversario “non democratico”, allora Bettini, pur essendo d’accordo, invita a votare contro.

Questa è veramente l’orwelliana forma mentale della doppia verità comunista, per cui la verità calata nella realtà è sempre un dettaglio, quella che conta è quella che fa gli interessi del partito: praticamente un caso di alienazione, per usare una categoria marxiana. Tra l’altro Bettini si è speso a favore del sì anche molto di recente, lo scorso settembre al congresso delle Cameri penali a Catania, dove ha sottolineato il valore del garantismo e l’importanza di tutelare l’imputato di fronte allo Stato. Importanza fino a un certo punto, perché è scomparsa di fronte all’urgenza di tutelare il partito sempre, comunque e contro ogni evidenza, perfino contro i propri pensieri…


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