I rom continuano a delinquere, e l’Europa li premia!
Marco Tognini · 15 Gennaio 2026
Nella nostra nuova rubrica “Sic et non”, Marco Tognini presenta e analizza i temi politici della settimana, nazionali e internazionali: fra gli altri temi Tognini analizza il fatto di cronaca nera avvenuto a Lonate Pozzolo, in provincia di Varese, dove il proprietario di una villetta avrebbe reagito davanti a un tentato furto, colpendo a morte un uomo di etnia rom.
Secondo le ricostruzioni, un trentenne – mentre si trovava nella sua abitazione – si è svegliato e ha trovato in cucina i malviventi, che hanno cominciato a prenderlo a pugni in faccia, lanciandolo contro una porta e aprendogli una ferita sulla fronte. Tra loro è nata una colluttazione nel corso della quale il proprietario della casa, in preda alla paura di essere ucciso, ha agguantato dal kit di sopravvivenza del trekking un pugnale e ha provato a difendersi. Con quell’arnese ha colpito uno dei due al fianco. I ladri sono poi riusciti a scappare e si sono dileguati dalla porta d’ingresso, come dimostrano le macchie di sangue trovate a terra. Un terzo uomo che aspettava furi, il palo, li avrebbe caricati e portati via.
Il trentenne ha precisato ai carabinieri di essere molto spaventato perché temeva che i ladri potessero tornare a fare del male ai suoi genitori. Il giovane, dopo essere stato portato all’ospedale di Gallarate dove gli è stata curata la ferita ricevuta in fronte, è stato sentito dagli inquirenti che dovranno accertare se la reazione del proprietario di casa possa essere definita come un’azione di legittima difesa.
Il ladro ferito è stato invece lasciato dai suoi complici davanti all’ospedale del milanese dove, seppure soccorso, è morto poco dopo. Alcuni componenti della sua famiglia, informati dell’accaduto, si sono precipitati da Torino in ospedale, assieme a circa 200 persone rom, e hanno preso d’assalto il pronto soccorso dell’ospedale. In preda all’ira, hanno danneggiato i locali del reparto, tanto che è stato necessario un intervento delle forze dell’ordine per evitare il peggio.
Il discorso su questo episodio si complica perché, seppure a latere, ci si mette di mezzo l’Unione europea, che non manca mai di sperperare soldi come peggio non potrebbe. Stiamo parlando infatti dei fondi per l’inclusione dei rom arrivati dalla Commissione europea. Ben 2,2 milioni di euro per integrare i nomadi con progetti folli: da tornei sportivi a corsi sul riciclo. Ci sono 200mila euro per itinerari sul patrimonio culturale rom, 60mila per tornei di tennis, 700mila per servizi di salute mentale, 320mila per l’antiziganismo (il pregiudizio e l’odio generalizzato verso i popoli rom, sinti e altri gruppi), 150mila per la sensibilizzazione green, 150mila per cittadinanza attiva, 165mila per musica e cucina rom, 170mila per stand up comedy e infine 285mila per spettacoli teatrali. Fa sicuramente molto piacere sostenere iniziative culturali, però bisognerebbe anche arrivare al dunque, ricordare a queste persone che si è soggetti alle leggi: vivere nel consesso civile significa anche mandare i bambini a scuola, rispettare le norme e le forze dell’ordine, e magari evitare di entrare nelle case altrui per appropriarsi di ciò che non è proprio.
