Si rassegnino: Trentini è libero grazie a Trump

· 14 Gennaio 2026


Cari ascoltatori, non ce la fanno proprio ad ammettere l’ovvio, a registrare il dato di realtà che nella liberazione del cooperante Alberto Trentini – della quale siamo felicissimi – il nostro governo, la nostra diplomazia, e a monte l’iniziativa militare americana che ha rimosso Maduro, un ruolo l’abbiano giocato.

Un caso di scuola di quest’opera di rimozione collettiva è… “Collettiva”, testata online della Cgil, che ha archiviato la vicenda come esclusivo merito della madre di Trentini, la quale è stata certamente eroica, ha combattuto per il figlio senza mai cedere un centimetro; ma ci resta misteriosa l’osservazione di questo “Collettiva”, secondo il quale la donna “ha fatto ciò che questo governo detesta, ovvero ha insistito”. Non solo: l’esecutivo tratterebbe la liberazione di Trentini “come un trofeo geopolitico, orchestrato da uomini forti che parlano a uomini forti, Trump di qua, Meloni di là”. Ma l’iniziativa di Trump avrà giocato un minimo ruolo, e nella liberazione dei prigionieri italiani la presenza diplomatica del governo avrà giocato un minimo ruolo? No, per la Cgil è una bestemmia: senza sua madre Alberto sarebbe rimasto invisibile, la politica italiana e la geopolitica mondiale non hanno avuto alcun influsso.

Ai signori della Cgil vorremmo allora riportare le frasi di Giovanni De Vito, incaricato d’affari a Caracas, prossimo a diventare l’ambasciatore d’Italia in Venezuela, che è stato coordinatore della missione che ha portato alla liberazione anche di Trentini. In un’intervista su Repubblica (giornale loro) ha riepilogato tutti i delicati passaggi che sono stati necessari, fra i quali il dialogo con la nuova presidente Delcy Rodriguez, che ha bisogno di legittimarsi presso il mondo occidentale e quindi ha virato di 180 gradi su alcune politiche maduriane, prigionieri inclusi.

De Vito ha spiegato che si era già arrivati più volte vicini alla liberazione di Trentini, ma i tentativi fallivano: la decisione doveva essere inserita in liste di scarcerazioni che nessuno ha mai visto, e alla fine Nicolas Maduro frenava. Allora, stando alla logica, la liberazione di Trentini non solo è merito anche del governo italiano, senza il quale la missione spiegata oggi da De Vito su Repubblica sarebbe stata impossibile; ma la causa prima per cui Trentini è libero è la rimozione di chi ha sempre frenato, cioè Nicolas Maduro. Quindi, oltre al governo, alla presidente del Consiglio, a tutto l’apparato diplomatico, in ultima istanza il merito è proprio di quel tizio che si chiama Donald Trump.


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