Donald, ferma la macelleria islamica in Iran
Giovanni Sallusti · 13 Gennaio 2026
Cari ascoltatori, in Iran ormai è ufficialmente macelleria islamica, non c’è altro termine che possa – e per difetto – definire che cosa sta accadendo nelle strade e nelle piazze iraniane. Secondo l’emittente Iran International sarebbero almeno 12mila le persone uccise nelle manifestazioni dal fuoco vigliacco e assassino degli ayatollah, fra le quali tantissimi giovani, la maggior parte delle vittime ha meno di 30 anni, ragazzi morti prima di vivere la propria vita: se perfino un funzionario del regime ha dichiarato alla Reuters che i morti sarebbero circa 2.000, pensate al numero spaventoso di cadaveri stanno accumulando in realtà, corpi di persone uccise perché avrebbero voluto vivere in un Paese diverso dall’inferno coranico in cui erano costrette.
Le scene di queste ore, se ce ne fosse ancora bisogno (ma evidentemente sì, dato il livello del dibattito europeo e italiano) strappano la maschera alla realtà, la riportano alla sua nuda essenza, perché questo è il regime che dal 1979 ha sequestrato i cittadini iraniani e la grande storia della civiltà persiana: è violenza quotidiana, di strada, è sharia, è jihad come pratica di governo, è guerra sistematica contro l’infedele. Questi giovani sono stati macellati in quanto nemici di Dio, che in Iran è un reato previsto dal codice, e in quanto tali li si può mitragliare a caso perché non è riconosciuta loro alcuna dignità intrinseca, tanto che le moschee si rifiutano di celebrarne i funerali.
Ci tocca ricordare che fin dal giorno in cui l’ayatollah Khomeini scese dall’aereo, nel fatale 1979, gran parte dell’intellighenzia nostrana edulcorò o addirittura capovolse quel nuovo Iran, vendendocelo come una sorta di paradiso che stava realizzando un’umanità inedita, alternativa al dannato consumismo occidentale. E invece era la vecchissima violenza teocratica islamista, praticata ormai su larghissima scala.
È caduta anche un’altra grossa ipocrisia che in queste ore si era riaffacciata nel dibattito: che Khamenei e gli altri suoi sodali assassini sarebbero rappresentanti di uno Stato. Non lo sono affatto, e se, come ci auguriamo, Donald Trump intraprenderà un’iniziativa militare contro queste belve, non violerà alcuna sovranità iraniana, perché la sovranità iraniana è stata sequestrata decenni fa da costoro, che non rappresentano la struttura né l’articolazione di uno Stato: è una banda di predoni portatori di morte, di terroristi jihadisti, ladri di sovranità e di futuro, ladri di un grande Paese, di una grande civiltà.
Pochi minuti fa Donald Trump ha postato su Truth le seguenti densissime frasi: “Patrioti iraniani continuate a protestare, prendetevi le vostre istituzioni, annotatevi i nomi degli assassini, di chi si macchia di abusi, pagheranno un prezzo elevato. Ho annullato tutti gli incontri con i funzionari iraniani fino a quando l’insensata uccisione dei manifestanti non si fermerà. L’aiuto sta arrivando”. E subito sono spuntate le prefiche scandalizzate, lorsignori sono già pronti a dire che Trump potrebbe violare il diritto internazionale. Ma di che cosa parlate? In Iran c’è uno scempio quotidiano del diritto, c’è una folla che chiede libertà e anche pane, che viene mitragliata quotidianamente da questi criminali e terroristi totalitari, altro che diritto internazionale. Quindi sì, visto che all’Europa non crede più nessuno, così come alle sue petizioni di principio, alle sue lamentele, ai suoi ammonimenti, speriamo che a questo post segua un’iniziativa dell’unico che può fermare la macelleria islamica, cioè Donald Trump.
