A sud il pil cresce, con l’autonomia di più
Giuliano Zulin · 13 Gennaio 2026
In questa puntata di “Regioniamoci sopra”, la nostra rubrica che si occupa dei temi che riguardano l’autonomia differenziata, Giuliano Zulin spiega come nel Sud sia aumentato in maniera consistente anche il Pil, soffermandosi sui dati di Istat che negli ultimi tre anni raccontano che il Meridione cresce più del Nord. L’occupazione è arrivata a livelli record, il turismo è esploso e le università sono tornate a essere attrattive. Insomma: nel Sud qualcosa si è effettivamente messo in movimento.
Pochi giorni fa, in un’intervista rilasciata a “Il Riformista” Marco Demarco, ex direttore de “La Gazzetta del Mezzogiorno” e grande esperto del Sud, si sofferma su questa attuale situazione, secondo la quale le regioni meridionali stanno emergendo su più fronti (manifattura, produzione, infrastrutture, innovazione tecnologica, turismo): c’è in generale una vitalità che fa ben sperare. Quindi tutta questa storia, molto in voga nel centrosinistra, per cui il Sud è abbandonato non è così veritiera. Anzi, adesso l’obiettivo è quello di rendere le città di Napoli, Reggio Calabria e Catania ancora più attrattive.
A Demarco, non certamente un secessionista del Nord ma una persona intellettualmente onesta, è stato inoltre chiesto se l’autonomia differenziata facesse ancora paura. E lui ha risposto seraficamente: “Non più”. La Corte Costituzionale è intervenuta, ha chiarito come applicare la riforma garantendo l’unità nazionale e spiegando che gli strumenti per rendere questo Paese più uguale ci sono: per questo motivo è inconcepibile che ci si allontani da questa prospettiva per tornare a quarant’anni anni fa. Un concetto da noi esprimiamo da tempi non sospetti: l’autonomia è la chiave di volta per far volare il Sud. Un qualsiasi governatore, che può disporre di un proprio budget, sa le risorse che servono per il suo territorio e quelle che gli entrano e sa come investire i soldi.
