A sinistra stanno sempre con i nemici dell’occidente
Giovanni Sallusti · 5 Gennaio 2026
Cari ascoltatori, proviamo a ripartire dai fondamentali per orientarci nel folle dibattito tutto italiano attorno all’operazione condotta dall’amministrazione americana che ha portato alla deposizione di Nicolas Maduro.
Innanzitutto una premessa fondamentale che qualunque uomo di buon senso non può non condividere: il giorno in cui ci si sveglia con un un tiranno comunista in meno è sempre un buon giorno: Maduro ha trasformato il Venezuela in un enorme centro internazionale del traffico di droga con cui inonda gli Stati Uniti e in una base logistica di Hezbollah nel continente americano, instaurando un legame diretto con la teocrazia assassina iraniana.
Per la sinistra italiana, invece, non è così, ed è già partita una campagna anti-Usa e pro-Maduro: questa sera, a Roma, è prevista una manifestazione in piazza Barberini intitolata “Scendiamo in piazza per la pace e i diritti per fermare l’aggressione di Donald Trump contro il Venezuela”. A parte il fatto che la pace e i diritti non sono esattamente due elementi di cui Maduro è stato cultore, qualcuno in piazza dovrà spiegare ai venezuelani festanti che non è vero che Trump li ha liberati dal narcoterrorista comunista che li tiranneggiava, bensì li ha aggrediti.
I promotori della manifestazione scrivono che “l’estensione della guerra come metodo di gestione dei conflitti torna a mostrarsi in tutta la sua brutalità”. Si tratta di persone che sono stati zitte di fronte all’oppressione e all’affamamento del popolo venezuelano, nonché alle violenze di Maduro, al traffico di droga e al legame del Venezuela con la Cina, ovvero la più estesa e potente dittatura sulla faccia della terra.
Tra le prime adesioni a questa manifestazione figurano l’Anpi, la Cgil – evidentemente Maduro è un tema dirimente per i lavoratori – la rete italiana Pace e Disarmo, altre sigle della galassia di estrema sinistra, come Potere al popolo, e i giovani palestinesi insieme all’Unione democratica arabo-palestinese. Quest’ultimo aspetto è interessante perché indica la saldatura tra l’antagonismo pro-pal e l’antagonismo pro-Maduro.
Tuttavia il fatto ancora più inquietante è che a sposare questo linguaggio antagonista sia anche la sinistra istituzionale e parlamentare, compreso quel Partito democratico che un’era geologica fa si proclamava riformista. Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno espresso la stessa posizione sulla deposizione di Maduro che hanno espresso Russia, Cina e perfino Hamas. La condanna esplicita del centrosinistra all’iniziativa americana si basa sul feticcio del diritto internazionale, usato però come paravento per giustificare l’esistenza di dittature pericolose. Insomma lo slogan del campo largo, che spalleggia l’antagonismo antiamericano sia pro-pal sia pro-Maduro, sembra sempre di più: “Stiamo con chiunque, basta che sia nemico dell’Occidente”. Una sinistra così è ogni giorno inquietante.
