Il campo largo non esiste: Conte bullizza Elly

· 15 Dicembre 2025


Cari ascoltatori, questa mattina dobbiamo mettere a punto una minima corrispondenza fra il notiziario politico e la realtà. E non parliamo della mattana del golden power su Repubblica e la Stampa, l’indecorosa gazzarra di questi giorni, per cui se due giornali vengono venduti – non chiusi – è un dramma nazionale.

La notizia di questo weekend viene da Atreju, la kermesse di FdI che si è chiusa ieri, ed è questa: il campo largo non esiste e nemmeno il centro-sinistra. Anzi sarebbe onesto se la smettessero di presentarlo come una coalizione unica, come viene fatta pesare nei sondaggi nel confronto con il centro-destra, così come nei dibattiti, negli editoriali, fra addetti ai lavori della politica. E che non esiste ce l’hanno detto proprio loro, nello specifico Giuseppe Conte, che ha acceso le polveri quando ha sparato “siamo disponibili a dialogare con il Pd e con le altre forze progressiste. Se verrà fuori un’alleanza dipenderà solo dai programmi”: traduzione, siamo lontanissimi, ancora alla fase in cui stiamo sondando la possibilità di un dialogo, e prima che si arrivi una coalizione e a un programma la strada è lunga.

Conte ha anche aggiunto che ci vorranno “le nostre battaglie di sempre, dall’etica pubblica alla legalità, alla giustizia ambientale e sociale”, una sorta di frullato di Robespierre e Greta Thunberg: ma soprattutto è il programma solo del Movimento 5 Stelle. Gli schleiniani di rito ortodosso si sono irritati moltissimo, sanno che la segretaria si sveglia al mattino e testardamente ripete allo specchio che bisogna essere unitari. Poi però esce di casa e tutti, da Conte all’ultimo consigliere comunale M5s, dicono un cosa diversa. Il fatto è che niente finora è bastato a smuoverla da questa condizione pirandelliana, mentre i suoi uomini di fiducia a stare zitti non ce l’hanno fatta, in testa a essi il presidente dei senatori Francesco Boccia: “Mi sento di dire a Conte che, come lui dice che si farà un programma se ci saranno alcuni punti fermi, io dico la stessa cosa: si farà una coalizione quando ci saranno i punti fermi”, cioè non c’è una coalizione e non ci sono i punti fermi per farla. E ha aggiunto: “Gli ricordo che prima non governava nessuna Regione, ora ne governa due, c’è un grande clima di serenità. I risultati si vedono e ci vuole rispetto per tutti i partiti della coalizione”, insomma si rinfacciano reciprocamente gli scarni successi alle urne, siamo a una fase prepolitica, quella del rispetto e dell’accordo sulle relazioni umane.

È seguita una pletora di dichiarazioni successive che vi risparmiamo, ma tutte convergono verso la stessa conclusione, che il centro-sinistra non esiste, che il campo largo non c’è, per non dire di un’alternativa credibile di governo, men che meno di un programma. L’accozzaglia giallorossa, oltre a tassare, perseguire la fola green e spingere sul giustizialismo, non va. Non c’è alternativa perché a sinistra non c’è nessuno, nessuna alleanza, e lo dicono proprio loro, i 5Stelle e perfino i maggiorenti del Pd. Solo Elly non se ne è accorta, pazientiamo, magari una mattina si stacca dallo specchio.


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