“Parlando liberaMente” con Fabio Dragoni: casa nel bosco, il green ztl odia chi è green davvero
Giovanni Sallusti · 29 Novembre 2025
Questa settimana, a “Parlando liberaMente”, la nostra intervista settimanale con i protagonisti della politica, dell’attualità, del giornalismo, Giovanni Sallusti discute con Fabio Dragoni, giornalista de La Verità. del caso dei coniugi Trevillion che abitano della casa nel bosco a Palmoli (provincia di Chieti) cui il tribunale per i minorenni dell’Aquila ha sospeso la responsabilità genitoriale; e della discussa legge “anti-stupro”, con le annesse polemiche sul “consenso libero e attuale”.
“Il vero problema è che questi tre bambini vengano tolti ai loro genitori con una leggerezza sconcertante solo perché questa famiglia non ha uno stile di vita usuale. Solitamente si revoca la patria potestà in presenza di situazioni gravissime – come insicurezza o abusi nei confronti dei figli – ma qua forse bisognerebbe aprire un altro capitolo: quello delle case famiglia. Intendiamoci: la maggior parte delle realtà funzionano. Ma non scordiamoci che le case famiglia fanno parte di un indotto per cui un bambino ‘frutta’ dai 120 ai 150 euro al giorno, circa 4mila euro al mese. Con tre bambini, si va sui 12mila euro al mese, cioè 144mila all’anno. Si potrebbe dire ‘piatto ricco, mi ci ficco’… Io qualche problema me lo porrei”.
“Tra l’altro, qui siamo in presenza di una famiglia che vive nel verde, dunque non fa altro che mettere la sinistra di fronte al suo mondo di appartenenza: i progressisti dovrebbero seguire quella vita, perché la coppia anglo-australiana sta sostanzialmente realizzando le loro ricette, come dimostra l’uso delle energie rinnovabili. La casa di Palmoli pone i democratici di fronte alla loro contraddizione, alla loro inconsistenza, protervia e follia. Infatti, che cosa è il green per loro? La pista ciclabile di una via qualunque di Milano? Una ZTL premium? O, peggio, una scusa per togliere i congiunti… Insomma, il verde per loro è un pretesto per entrare a piè pari nella vita delle persone e orientare i loro comportamenti. Si tratta del modo più aggressivo per invadere la sfera privata di una famiglia che non rompe le scatole a nessuno”.
“Bisogna sottolineare che la destra, inclusi autorevoli esponenti di governo, ha dimostrato di avere un pensiero forte su questa vicenda, difendendo con coraggio la trincea valoriale che è in ballo. Mentre chi ne esce male e più imbarazzata è la sinistra. Mi verrebbe da dire, con una battuta (ma forse non così distante dalla realtà), che se questa famiglia avesse appeso fuori da quella casa un cartello con scritto ‘centro sociale antifascista’, nessuno avrebbe contestato alcunché: su questo metto due mani sul fuoco. Resta il fatto che, in generale, questo è un fenomeno che probabilmente è stato trascurato dal mondo mediatico, perché di realtà così ce ne sono tante”.
“L’Associazione nazionale magistrati ha affermato che è stato giusto intervenire, perché non è rispettato l’obbligo scolastico e c’è carenza di condizioni igieniche. Però faccio molta fatica a non pensare ai campi rom o alle enclave di certe comunità islamiche dove le bambine e le ragazze sono segregate, picchiate e a volte uccise se non mettono il velo. Questo doppiopesismo dimostra ulteriormente come la sinistra non riesca a avere un pensiero di buonsenso. E perché la destra in Italia ha la maggioranza… Non perché sono dei fenomeni, ma perché intercettano il buonsenso dei cittadini. Gli stessi discorsi dell’Anm dovrebbero essere messi in pratica con gli interventi dentro i campi rom; ma siccome questi sono temi cari alla destra, ecco che allora si rispolvera la gloriosa e sempiterna accusa di razzismo”.
“Rimanendo in tema di buonsenso, bisognerebbe utilizzarlo nel caso del caso del ‘consenso libero e attuale’ introdotto nella nuova legge sul femminicidio. Per esempio, bisognerebbe dire che c’è un legame forte tra violenza e immigrazione incontrollata, dal momento e che oltre il 40% dei reati di violenza sessuale è commesso da stranieri, che però in Italia sono solo il 9%. E poi aggiungo che è impossibile dimostrare che una donna, una volta che ha cominciato un rapporto sessuale, non era più convinta di proseguire. Immaginatevi poi, in una qualsiasi causa di divorzio… Tant’è che il magistrato Fabio Roia, che si occupa di casi di violenza sessuale, ha detto tranquillamente che ora l’onere della prova spetta all’accusato, che però non sarà mai in grado di dimostrare di essere innocente. Si comprende perfettamente che si tratta di una cosa senza senso: meno male che Matteo Salvini ha reagito con razionalità”.
