Merz confessa: la Ue è l’asse franco-tedesco

· 17 Novembre 2025


Cari ascoltatori, l’Unità europea non esiste, è uno schermo dietro al quale si cela, udite udite, l’asse franco-tedesco. Quest’analisi non è certo nuova a voi ascoltatori di Radio Libertà, è da un po’ l’illusionismo delle istituzioni europee è venuto allo scoperto e che noi ne diamo (e chiediamo) conto. Ma questa volta a dirlo è stato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, e proprio un giorno dopo la visita di Sergio Mattarella al Bundestag, dove il presidente della Repubblica ha speso parole alte e nobili sull’amicizia tra i popoli europei. Merz ha parlato dal palco di un evento economico promosso dal Suddeutsche Zeitung, uno dei più autorevoli giornali tedeschi, che si pubblica a Monaco ed è di orientamento progressista.

Il cancelliere si è a lungo intrattenuto sulla sua visione d’Europa, il cui succo è in questa frase: “Per me l’Europa è prima di tutto Germania e Francia”, chiudendo la baracca retorica degli eurolirici. Secondo Merz le istituzioni continentali sarebbero dunque una proiezione della volontà di potenza delle due ormai ex potenze continentali, visti i traballanti fondamentali economici odierni di Francia e Germania. E il resto, niente altro che ammennicoli formali.

Può essere che Merz abbia un suo plus di lucidità rispetto, per esempio, alla stagione di Angela Merkel e si renda conto della complessità del mondo contemporaneo, in cui l’ideologia del globalismo sta crollando e le istituzioni disincarnate dai popoli dimostrano la loro inefficacia, mentre gli Stati-nazione, con tutti i loro limiti, stanno tornando protagonisti. Scegliete voi: o l’Europa è a monte un paravento per l’asse franco tedesco, oppure è anacronistica e per questo gli Stati-nazione sono di nuovo al centro della geopolitica continentale.

Di sicuro Merz con poche parole ha fatto piazza pulita della retorica che il suo stesso Paese ha alimentato per molti anni, tanto che ha anche ricordato: “Volevamo uno spazio aperto di libertà e giustizia, invece è diventato un’autentica mostruosità burocratica”.

Benvenuto signor cancelliere: ma sarebbe bastata una lettura al discorso di Margaret Thatcher a Bruges, pronunciato nel 1988, per capire che quel progetto di centralizzazione dirigista con sede a Bruxelles, un leviatano che determinasse le politiche del continente, sarebbe stato una mostruosità burocratica. “Invece di favorire la libertà”, dice ancora Merz, “le libertà vengono sempre più limitate”. Questa è l’ottica dell’eurosoviet che soprattutto il suo Paese ha costruito.

Comunque, era ora: e se lo dice Merz che l’Europa non esiste, che esiste solo l’asse franco-tedesco, benissimo, allora liberi tutti, e ognuno si regoli di conseguenza.


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