I giornali visti da Sammy Varin

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Su Il Manifesto: l’ex direttore di Repubblica si è dimesso da tutti i suoi ruoli in “Chora Media”, ma dovrà fare i conti con Pierfrancesco Majorino per aggiudicarsi le primarie interne verso Palazzo Marino.

Sul Corriere della Sera: sale la tensione tra Mosca e Berlino dopo che il governo tedesco ha accusato i russi di essere i mandanti dell’attentato all’aeroporto di Lipsia.

Su Libero: un profugo molesta sessualmente 13enne e viene scarcerato dopo appena 48 ore. Secondo il gip era “incensurato e collaborativo”. Ira di Giorgia Meloni: “Noi facciamo il massimo, ma così è dura”.

Su Repubblica: è scomparso a 93 anni il creativo modenese che portò in prima serata le tavole grazie a “SuperGulp”!, programma cult della Rai anni ’70.

Su Il Giornale: fiumi di soldi agli ultrà dell’accoglienza dei migranti grazie alle lotterie nazionali. In gran Bretagna devoluti 143 milioni di sterline dal 1994 a oggi.

Sul Corriere della Sera: il costo della raffinazione è salito da 18 a 36 centesimi (+100%) per la benzina e addirittura da 23 a 60 centesimi per il diesel (+161%). L’export di prodotti raffinati è diminuito di 6 milioni di barili al giorno, un quarto del totale, scatenando una corsa agli approvvigionamenti che ha fatto […]

Su Il Tempo: i bazar, troppo spesso in mano agli stranieri, hanno contribuito all’abbassamento delle serrande di moltissimi negozi di proprietà di famiglie italiane. A metterci il carico da 11 anche la grande distribuzione e gli acquisti sul web.

Su Libero: secondo l’avvocato Simone Pillon le molteplici criticità sono state superate, tra cui casa, sostegno alla genitorialità e scuola. “I tre bambini chiedono continuamente di tornare a casa”.

Su Repubblica: il motivo della vittoria al referendum dei contrari a Bruxelles risiede nel fatto che gli abitanti sono consapevoli di essere un Paese ricco e non ha voluto rischiare di perderci qualcosa.

Su Repubblica: il parlamentare di Alternative für Deutschland, Ronald Gläser, che già aveva tuonato contro “la censura morale nel nome delle élite politically correct”, ha organizzato la proiezione nel suo ufficio di Blankenburg, alla periferia di Berlino.

Su Libero: nel mirino della giunta comunale sono finiti i presidenti dei Centri Integrati di Via, rei di avere determinato “un clima di conflittualità incompatibile con le finalità”. Per loro è in corso una verifica della posizione al fine di “accertare eventuali comportamenti lesivi del rapporto di collaborazione con l’amministrazione”.

Su Il Giornale: “Chiudere uno spazio pubblico a un genere sessuale, in questo caso l’uomo, è di per sé una discriminazione”, dice in maniera chiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli. “L’arbitrarietà dell’iniziativa è di per sé discriminante e mi fa orrore”.



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