I giornali visti da Sammy Varin
Su La Verità: grazie al brano del 2001 “L’amore va oltre” è nato un sodalizio che gli ha consentito di avviare delle lezioni per cantautori di ispirazione cristiana (e non solo).
Su Il Giornale: Aurelio Mancuso dice di non riconoscersi più nel movimento Lgbtq. “Gridare ‘Palestina libera dal fiume al mare’ e cacciare gli ebrei significa stravolgere il senso del corteo”.
Su Libero: record della città per consumi di spinelli, ma il sindaco pensa agli sportelli per islamici e a distribuire pipe di crack.
Su La Verità: secondo il premier albanese la moneta unica premia economie solide, però le riforme le fanno i governi. E aggiunge: “La sinistra sbaglia a voler fare politica senza consenso. Il woke non diventi scomunica”.
Su La Verità: sono i consumi elettrici a moltiplicare i blackout nelle città, non il clima. La rete regge a fatica una domanda che, con la transizione green, continua a crescere.
Su Il Tempo: il ministro dell’Istruzione e del Merito fornirà a breve le nuove linee guida, basate sulla riscoperta dei valori e un nuovo approccio sull’innovazione tecnologica. Più spazio ai classici, geografia e storia dell’Occidente.
Su Il Tempo: ultima deriva woke. La Regione di Giani finanzia un bando per la formazione professionale e riserva il 50% delle candidature a chi si riconosce in queste identità del genere.
Su La Stampa: la relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze. La cocaina e la più pericolosa per i giovani.
Su Libero: il segretario generale della Nato la spara grossa ed è poi costretto a rettificare la frase sulle basi, ma ormai le opposizioni ormai partano all’assalto della Meloni.
Su Libero: Gambero Rosso incorona il record delle eccellenze in Lombardia. Ottimi risultati anche per Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna.
Su La Verità: la giunta Gualtieri fa flop sui pullman “verdi” da 250 milioni di euro (fondi del Pnrr): con l’aria condizionata l’autonomia reale si dimezza rispetto ai 300 chilometri previsti.
Su Libero: una delegazione composta da cinque esponenti del regime dell’Afghanistan ha incontrato i rappresentanti di 15 Stati membri dell’Unione Europea (non l’Italia) nel corso di una riunione presieduta da funzionari della Commissione e dalla Svezia per un accordo sui rimpatri.