I giornali visti da Sammy Varin
Su Il Tempo: mille firme al primo cittadino di Roma dopo la messa al bando di Keshet Italia ed Europe in vista della parata LGBTQIA+ nella Capitale.
Su Il Tempo: la proposta di legge di Gian Marco Centinaio costringe l’Italia a fare i conti con un dibattito troppo a lungo eluso per timore o ambiguità.
Su Libero: dopo la vicepresidente del Parlamento europeo potrebbero presto andare via Delrio, Zampa e Gori.
Su Libero: nel 2019 morì lo stilista Karl Lagerfeld e da allora non è ancora arrivato un centesimo a chi si deve prendere cura il felino.
Sul Corriere della Sera: stop alla prolusione dello scrittore dopo la sua intervista su Gaza e il sionismo. “Non sono stato escluso, sono loro che si sono esclusi da me. Almeno mi risparmio la trasferta”.
Su Libero: se dopo l’uccisione di George Floyd politici e calciatori italiani si erano mobilitati in maniera eclatante, adesso tendono molto al silenzio.
Su Libero: il direttore sanitario dell’Irccs Ospedale Galeazzi di Milano ha ammesso di non disdegnare l’ipotesi di un (nuovo) tentativo di ingresso in politica. Nel 2023 rimase fuori dal Consiglio regionale della Lombardia.
Su Libero: secondo una prima ricostruzione pare che i tre ragazzi, dopo essersi riuniti a casa del minore, abbiano consumato la sostanza stupefacente gelatinose. Un 17enne è in pericolo di vita.
Su Il Giornale: Il Partito Democratico include nella Festa della Repubblica la cultura dei “maranza”, dei giovani musulmani e di chi ritiene di meritare la cittadinanza italiana a prescindere.
Su La Verità: orientamento sessuale e identità di genere non sono più considerati criteri di esclusione per i ruoli educativi.
Su Libero: Tiziana Siciliano si è proposta come vicesindaca dopo avere portato avanti per due anni le accuse contro l’attuale amministrazione comunale.
Sul Corriere della Sera: il ministro dell’Istruzione e del Merito ritiene che il docente avrebbe dovuto responsabilizzare i ragazzi. L’epoca del giustificazionismo è finita. Guai a scardinare il principio dell’autorevolezza che la scuola incarna”.