I giornali visti da Antonino D’Anna

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Milano Finanza: la città alle urne per l’elezione del nuovo sindaco: la sinistra schiera la ex campionessa Silvia Salis.

Su Repubblica: Decisa la riduzione al 30% dagli Stati Uniti e al 10% dalla Cina. “Rispetto e benefici reciproci”. Le borse respirano. Ue nel mirino: “Più cattiva di Pechino”.

Su Il Tempo: l’iperattività delle associazioni islamiche. Cisint: sinistra complice per un pugno di voti.

Su La Repubblica: intervento della leader di Rassemblement National: “Sono d’accordo su non lasciare ai soli Trump e Putin il tema della pace in Ucraina, ma mi chiedo che cosa stia facendo Macron”. Salvini:  “Marine è una delle donne più importanti del continente”.

Su Il Corriere della Sera, il ministro degli Esteri: “Stiamo organizzando la grande conferenza internazionale per la ricostruzione dell’Ucraina, in programma a Roma il 10 e 11 luglio. Domani (oggi, ndr) sarò a Verona per la terza e ultima tappa di preparazione dell’evento, con 450 tra imprenditori delle piccole e medie imprese e rappresentanti degli […]

Su Il Giornale: Il presidente della Camera, cattolico: “Il saluto di papa Leone XIV ‘La pace sia con voi’ ha un rilievo quasi programmatico”.

Su LA Repubblica: Bocciati i ricorsi. Nordio: “È stato un bene abrogare un reato molto gravoso per la giustizia”. Anac: “I nodi restano”.

Sull’agenzia Ansa: le borse reagiscono bene. “Accordo vantaggioso per entrambi i Paesi, con grandi vantaggi per l’agricoltura americana e anche per la Gran Bretagna del dopo-Brexit”.

Su IL Corriere della Sera: grande suspense tra i fedeli. Ed è l’elezione più commentata di sempre.

Su il Fatto quotidiano: il fatto al reparto radiologia degli Ospedali civili di Piacenza, in carcere Emanuele Michieletti. Sono state segnalate 32 violenze in 45 giorni. Le vittime tacevano per timore di ritorsioni. 

Su la Verità: secondo un rapporto Censis aumentano i reati violenti, di cui molti commessi da stranieri. 

Su Il Corriere della Sera: le reazioni italiane all’insediamento del nuovo premier tedesco. Alla critica del capo delegazione della Lega all’Europarlamento si allinea Roberto Vannacci. Meloni e Tajani più possibilisti: sempre meglio del socialista Olaf Scholz.



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