Il voto tedesco conferma: le regioni contano

· 22 Settembre 2026


In questa puntata di “Regioniamoci sopra”, la nostra rubrica che si occupa dei temi che riguardano l’autonomia differenziata, Giuliano Zulin analizza le recenti elezioni tenuti in Germania, nei Land della Sassonia-Anhalt, dove Alternative für Deutschland è arrivata al 44%, e del Makleburgo-Pomerania anteriore, con Afd che ha ottenuto circa il 38%, alzando a livello di consensi in maniera piuttosto evidente. Se tutta Europa è concentrata sui voti di tre enti territoriali tedeschi, questo vuol dire che le Regioni contano e che, forse, il ragionamento che dovrebbero fare in Unione Europea non è tanto quello di imporre ricette uniche, uniformi quasi sovietiche, ma di iniziare a lavorare su progetti mirati per i singoli territori.

A sinistra, si blatera di “ritorno del nazismo”, di “onda nera contro gli immigrati”, come se fossero tutti i razzisti e xenofobi. Semplicemente le persone che vivono nella Germania Est hanno visto le conseguenze dirette del Green Deal. In quei due Land c’è stato un voto contro la chiusura della fabbrica della Volkswagen, che doveva eventualmente produrre solo auto elettriche, e la gente ha perso il lavoro. E, molto banalmente, i cittadini desiderano dare un messaggio molto chiaro a chi sta governando: ovvero che la strada tracciata dall’Ue è completamente sbagliata.

Il cancelliere Friedrich Merz, sostenuto da una grande coalizione, non è riuscito per niente a far passare il suo messaggio. Non solo ma, a Parlamento ancora sciolto, prima della sua nomina ufficiale alla guida del governo della Germania, ha utilizzato il vecchio Bundestag per votare a favore dell’eliminazione del debito pubblico tedesco, in base al quale si poteva dare il via libera all’investimento di mille miliardi di euro anche sul riarmo. E allora è normale che un cittadino sassone critichi l’uso del denaro pubblico in questo modo.

Adesso i cancellieri e i presidenti di commissione europei dovrebbero finalmente capire che, a furia di creare cordoni sanitari contro l’estrema destra o l’estrema sinistra, nel mantenere unito quel fronte associativo della grande coalizione tra Popolari e Socialisti non fa altro che fare adirare ancora di più la gente, che chiede risposte serie e concrete all’interno della propria specifica zone, e non minacce e imposizioni dall’alto e a distanza siderale.

In sintesi, le Regioni devono diventare il fulcro di ogni cambiamento. Se l’Europa e i vari Stati nazionali riescono a capire che ogni territorio ha una peculiarità – e che intorno all’Italia l’autonomia è proprio la base della comprensione di questa specificità – allora chiaramente la gente starà meglio e ci sarà un maggiore aumento del benessere. Altrimenti significa che non stiamo capendo in quale direzione vogliamo andare. La libertà e la democrazia vengono difese solo se viene rispetti quello che viene espresso dai cittadini. E, sotto questo punto di vista, l’autonomia risulta più che mai fondamentale.


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