Altro che patrimoniale: smantellato il bollo auto
Giovanni Sallusti · 16 Settembre 2026
Cari ascoltatori, questa sera vi offriamo un caso spettacolare di pubblicità politica comparata. I signori del campo largo sono divisi su tutto, sulla politica estera, sulle alleanze, sulle modalità per scegliere il presunto leader della loro presunta coalizione, litigano sull’universo mondo, tranne che su una cosa: sono compatti sul fronte della patrimoniale. Il loro denominatore comune è mettere sempre di più le mani nelle tasche dei contribuenti e degli imprenditori, con la sponda di un ulteriore partito, la Cgil di Maurizio Landini, e di tutto il caravanserraglio intellettuale. Di patrimoniali ce ne sono già 14, contate dalla Cga di Mestre, che fruttano 50 miliardi nelle tasche dello Stato, loro ne vorrebbero una quindicesima.
Questo è uno dei temi su cui il centrodestra deve segnare una differenza di approccio, di impostazione, e farne conseguire dei provvedimenti politici. Eccone uno, varato oggi, che fa proprio questo: in Consiglio dei ministri è stato abolito il bollo auto per tutti i motocicli e per le vetture di piccola e media potenza, non oltre i 20 kw. Sono quelle più utilizzate da famiglie, cittadini, piccole e medie aziende: infatti rappresentano il 70 per cento del parco auto in circolazione.
Non è un palliativo, è una misura di sistema che coinvolge circa 13 milioni di automobilisti e 7 milioni di motociclisti. Questo bollo auto, secondo le stime di Federcarrozzieri, garantiva un gettito di 7,1 miliardi di euro all’anno: una patrimoniale mascherata perché colpisce il semplice possesso di un bene, peraltro non di lusso.
È una notizia doppiamente positiva: di per sé, perché il centrodestra concepisce il fisco come uno strumento di gestione della convivenza civile, non di vessazione del contribuente, e perché il provvedimento smantella una patrimoniale odiosa e inutile. Adesso che questa porta è stata aperta, al netto di tutte le criticità, vogliamo sperare che altre ne vengano abolite, o almeno fortemente ridotte.
Il dato politico, dunque, è che da una parte ci sono i tassatori compulsivi, devoti al saccheggio fiscale fino al dissanguamento del contribuente italiano; dall’altra c’è chi, con un inevitabile approccio graduale, si muove per alleggerire il peso del fisco, soprattutto sui beni di prima necessità, come lo sono vetture e motocicli. Ecco la pubblicità comparata: via il bollo vince contro i fan delle patrimoniali. Speriamo davvero che non sia finita qui.