Salvini: buongoverno e territori, è la (unica) Lega

· 9 Settembre 2026


Il ministro dei Trasporti, vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini a chiusura del convegno “A tua difesa” ha tratto le conclusioni dei due giorni di lavori. 

“Con sindaci, governatori, parlamentari e ministri ci siamo dati appuntamento tutti insieme a Pontida, alla faccia di qualche uccello del malaugurio. Ci siamo ripromessi di vederci nei prossimi giorni perché abbiamo una tabella di marcia sulle cose da fare, altro che alchimie. Io sono di Milano, ho la tessera dal 1990, c’ero sul Po, c’ero al Monviso, e quando qualcuno non sapeva ancora di essere al mondo abbiamo fatto più di una battaglia. C’è la volontà di dare ancora più forza, più voce, più spazio alla vera forza della Lega, che è la squadra di governo dei territori. E non vedo l’ora di condividere le mie responsabilità quotidiane con chi porta il nome della Lega nei Comuni, nelle Province, nelle Regioni. Non è facile essere il capo di un partito che ha al lavoro 540 sindaci in tutta Italia, la maggior parte in Lombardia, in Veneto, in Piemonte, Ma anche nelle Marche, in Abruzzo, in Puglia, in Sicilia”.

“Coinvolgerò tutte le persone che hanno idee e valori da portare avanti, a partire dai governatori, che sono le nostre punte di diamante. Abbiamo dei sindaci eccezionali, parlamentari eccezionali, assessori eccezionali. Ma senza formule che riportano al pentapartito. I militanti mi hanno chiesto l’anno scorso di sacrificarmi per qualche altro anno come segretario, io sarei stato entusiasta di avere qualcuno pronto a prendere il mio testimone. Mi hanno detto vai avanti ancora un po’, se hai idee, energie e coraggio. E io sono disponibile a condividere scelte, battaglie, programmi, futuro”.

“Il problema che lasciamo ai nostri figli un mondo islamico ultrapopolato, incazzato, affamato, che nella storia dell’uomo ha sempre cercato non di proporsi ma di imporsi. O lo capiamo per tempo facendo quello che sta facendo il governo italiano, ad esempio col piano Mattei, investendo lì, o finiremo con l’essere una minoranza sotto assedio. Lo diceva Samuel Huntington, nello ‘Scontro di civiltà’, ai confini dei Paesi dove l’integralismo islamico è norma scorre il sangue, non scorrono i fiumi”.

“La legge di bilancio che vorremmo è fondata su crescita e opere pubbliche, e guarda in particolare coloro che non sono stati ancora sufficientemente sostenuti e accompagnati nella loro vita economica sociale e familiare: milioni di persone appartenenti al ceto medio. Ora bisogna alzare l’asticella, questo è il tema emerso in questi giorni. Ci vogliono visione e coraggio, per evitare che a beneficiare di bonus e contributi siano i soliti, i professionisti della caccia ai bonus pubblici”.

“Il combinato di uno scostamento di bilancio corposo e un contributo delle banche fa quasi tutta la prossima legge di bilancio, copre dall’energia alle opere pubbliche. Io al tavolo di maggioranza chiederò ‘perché no?’. Anche a me le tasse danno allergia, ma se devo scegliere fra tassare gli artigiani e 20 banchieri, scelgo di tassare i banchieri. Il sistema bancario ha fatto negli ultimi anni 200 miliardi di utili, l’anno scorso 47,5 miliardi, mentre licenzia e chiude sportelli. Soldi che arrivano dagli interessi che pagano gli italiani. Sono buono anche io a fare impresa così. Io non parlo di extraprofitto, ma di profitto extra…”.

“Le durissime reazioni della Cgil e della Fornero dicono che sulle pensioni siamo sulla strada giusta. Nella vulgata comune, Salvini lancia alcune battaglie e poi Giorgetti le frena. E invece ha parlato prima Giorgetti… Vogliamo sanare il vulnus della sciagurata legge Fornero, riconoscendo a tutti coloro che vorranno la possibilità di andare in pensione a 64 anni, recuperando i contributi versati”.

 


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