Attilio Fontana: l’autonomia è il foro nella diga del centralismo

· 9 Settembre 2026


Nella seconda giornata del convegno “A tua difesa” promosso dalla Lega, il direttore di Radio Libertà Giovanni Sallusti modera il panel sull’autonomia differenziata con il presidente della Lombardia Attilio Fontana e il vicepresidente della Basilicata Pasquale Pepe.

“Il sostanziale risultato con l’approvazione dell’autonomia differenziata sarà aver aperto un forellino nella diga del centralismo. Siamo riusciti ad incidere su una situazione che sembrava immodificabile. Per questo ringrazio Calderoli per la determinazione, per la grinta e per la sofferenza che ci ha messo in tutti questi anni”.

“Le due materie importanti per ora sono la Protezione civile e la Sanità. Sulla prima, noi presidenti di Regione avremo la possibilità di emanare un provvedimento di emergenza e di accedere al fondo speciale riservato agli eventi calamitosi emergenziali e potremo essere nominati commissari. Senza attendere un provvedimento governativo che se va tutto bene potrebbe arrivare nel giro di un mese o anche oltre”.

“Sulla seconda, il tema è la legge sanitaria: stiamo cercando di portare avanti una serie di riforme. Oggi le risorse che ci vengono mandate da Roma hanno destinazione rigide: per esempio con la parte destinata alla costruzione di ospedali non posso assumere medici. La cristallizzazione delle risorse è sotto gli occhi di tutti che sia una stupidata, perché le esigenze della Lombardia sono diverse da quelle del Veneto, sono diverse da quelle della Sicilia. Ognuno di noi ha bisogno di spendere le proprie risorse negli ambiti nei quali ha più difficoltà”.

Questa riforma non è la perfezione, ma dà una certa maggiore flessibilità, e questo credo che sia un enorme vantaggio, consente di essere più svelti nell’affrontare i singoli problemi. Purtroppo in questo Paese non si entra mai nel merito, si fa soltanto polemica: se la proposta la propone la destra, la sinistra dice che è il diavolo e viceversa. E la sinistra, questa è la cosa che fa più ridere, che a livello mondiale è sempre stata autonomista, in Italia è diventata centralista. Ma forse perché in Italia la sinistra non ha ben capito che cosa sta facendo e quale sia il suo posizionamento. Io credo veramente che una riforma di questo genere voglia dire una riforma che guarda al futuro”.


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