Il “giornalista furbetto” da Balzac a Dickens: Ranucci non è nemmeno originale
Alessandro Gnocchi · 22 Agosto 2026
In questa puntata di “Alta tiratura”, Alessandro Gnocchi illustra la vicenda di attualità che vede protagonista Sigfrido Ranucci – dopo che il suo amico Valter Lavitola ha confessato di avere organizzato un attentato ai suoi danni – da un punto di vista letterario. Del resto il giornalista è stato spesso rappresentato dai più grandi scrittori come una figura furba ma anche sprovveduta, diventando un personaggio frequente nei romanzi di critica o di satira sociale.
Quello più centrato è, probabilmente, “Illusioni perdute” di Honoré de Balzac. Nel libro si racconta la storia Lucien de Rubempré, che arriva a Parigi con tanta voglia di fare poesia, ma questa ambizione si dissolve nella cosiddetta “stanza dei giornalisti”: una redazione che Balzac descrive come il contrario della poesia, una specie di anticamera dell’inferno. Qui infatti ci sono uomini che vendono elogi e stroncature allo stesso prezzo, che alla mattina scrivono il contrario di quello che avevano scritto la sera prima – cambiano idea più velocemente di quanto cambiano la biancheria – e sono disposti a mettere da parte la coerenza quando c’è da vendicarsi di un’amante che li ha traditi o per ricattare l’editore e mettere le mani sul suo conto in banca. Balzac parla espressamente di “pensiero prostituito”, una definizione azzeccata.
L’altro grande romanzo francese sul nascente giornalismo è “Bel-Ami” di Guy de Maupassant: qua il protagonista è tale Duroy. A differenza di Lucien de Rubempré (che è un uomo con degli ideali, per quanto sempre traditi clamorosamente), lui nasce cinico e sa benissimo che il giornale è il luogo dove si mette in vendita la propria anima e dove la carriera si costruisce non solo nelle redazioni, ma anche nei salotti e nei letti. La chiave di lettura del romanzo, che lo rende davvero divertente, è che il lettore vede chiaramente l’arrivismo del personaggio, mentre quest’ultimo no: è convinto di avere veramente un talento particolare, che non possiede nella realtà.
Nel romando “Il denaro” di Émile Zola il protagonista è Jean Roux, il quale vende la propria firma a chi specula. Il giornale diventa uno strumento con cui affossare un titolo azionario e non solo la reputazione di una persona, come capitava prima. Questo libro anticipa, di fatto, l’attuale intreccio tra informazione e finanza. In “Martin Chuzzlewit” Charles Dickens fa la caricatura dei tabloid che nascevano proprio in quel periodo: in una scena memorabile la guerra viene annunciata in un trafiletto perché si preferisce dare spazio a una notizia dieci volte più stupida.
Poi c’è Evelyn Waugh che ha scritto “Scoop”, dove l’eroe William Boot è inviato di guerra, quasi senza volerlo, a causa di un equivoco burocratico. La risata in questo caso non è sul personaggio, bensì sull’ingranaggio di cui il protagonista è vittima. Potremmo citare anche “The Quiet American” di Graham Greene: l’eroe, che non è né un arrivista né un incompetente, è rappresentato dalla figura del giornalista disincantato, che ne ha viste troppe e non crede più a nulla.
Venendo all’Italia, ci sono sicuramente dei romanzi che hanno come protagonista il giornalista, anche se il caso del nostro Paese è un po’ particolare. Ricordiamo “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi, dove il personaggio principale è il redattore della sezione cultura di un giornale che, davanti alla dittatura di Salazar in Portogallo, passa dalla neutralità all’impegno: quindi è il giornalista che mette in scena se stesso ed entra in prima persona nel suo libro.
I due casi più eclatanti restano, comunque, da una parte Pier Paolo Pasolini con il suo celebre “Io so”, dove lui stesso butta il corpo nella lotta mediatica; dall’altra, il personaggio che ha coniugato di più letteratura e giornalismo, mettendosi in scena, è Oriana Fallaci: pensate alle sue grandi interviste, come quella all’ayatollah Khomeini, in cui diventa lei la protagonista. Forse un giorno, se mai in questi tempi dovesse esistere uno scrittore vero in Italia, forse la vicenda di Ranucci darà spunto a un romanzo di questo genere.