Il piano Mattei ieri e oggi, ecco il grande gioco dell’energia
Alessandro Gnocchi · 16 Agosto 2026
In questa puntata di “Alta tiratura”, Alessandro Gnocchi illustra un libro uscito poche settimane fa, intitolato “Lampi sull’Eni. Il piano per eliminare Enrico Mattei”, a cura del magistrato Vincenzo Calia in collaborazione con il giornalista Giuseppe Oddo. Il primo è il giudice di Pavia che riaprì le indagini su Mattei, all’inizio degli anni 90.
Ormai non ci sono praticamente dubbi sul fatto che l’aereo su quale viaggiava Mattei, che era della Snam – una partecipata dell’Eni – venne sabotato. Il mezzo aveva una bomba al tritolo collegata all’apertura dei carrelli e quindi, nel momento in cui l’aereo è arrivato nei pressi di Linate, c’è stata un’esplosione sufficiente a uccidere tutti i viaggiatori. Il velivolo non cadde immediatamente, ma girò verso Trezzo sull’Adda, tornò indietro e alla fine precipitò a Bascapè, in provincia di Pavia. All’epoca la commissione d’inchiesta scartò immediatamente il sabotaggio e puntò invece sulla morte istantanea, per motivi non chiariti, del pilota.
In realtà questa versione non era credibile: ci furono diversi depistaggi molto evidenti, che vennero provati dal giudice Calia. Fu un omicidio: perpetrato da chi? Questo ancora non lo sappiamo. La pista principale conduce all’Oas – un’associazione terroristica di militari francesi che lottavano contro la separazione dell’Algeria dalla Francia per mantenere le colonie – assieme alla mafia siciliana. Chi ordì l’attentato non voleva che si indagasse su un possibile caso di sabotaggio; voleva che le cose rimanessero incerte e che si potesse quindi insabbiare il fatto che il velivolo fosse stato abbattuto da una bomba.
L’Eni era probabilmente la più importante delle aziende pubbliche e, sotto la guida di Mattei, personaggio fortemente carismatico, era diventata una potenza nella gestione dell’energia per l’Italia. Praticamente Mattei puntava all’indipendenza energetica, cioè voleva staccare l’Italia dai suoi partner tradizionali per cercare una propria via e diventare autosufficiente dal punto di vista dell’acquisto, della produzione e della lavorazione di petrolio e gas. Recentemente il governo Meloni, nel campo dell’energia, ha varato un progetto che si chiama Piano Mattei, proprio perché la situazione in cui si trovò l’Eni quando lui diventò presidente è simile a quella attuale.
Il dominio del mercato occidentale degli idrocarburi da parte delle “Sette sorelle”, che sono sette multinazionali (due con sede in Inghilterra e cinque con sede in America), non conveniva al compratore, e all’Italia in particolare. Allora Mattei, forte del proprio prestigio, decise che dovevamo approvvigionarci di petrolio e gas a prezzi più bassi. Mandò in frantumi la diplomazia, andando in Unione sovietica e proponendo l’acquisto del loro gas a prezzi stracciati: un fatto inconcepibile dal punto di vista del governo americano. Non solo: Mattei voleva aprire una raffineria in Inghilterra per fare concorrenza alla statunitense Esso.
Con tutta probabilità Mattei aveva in mente un piano ancora più articolato: tirò infatti fuori un coniglio dal cilindro che probabilmente era già la sua idea di partenza. Niente più Russia né distributori in Gran Bretagna: l’obiettivo diventò acquistare gas in Maghreb, in Siria e in particolare in Algeria. Ma ecco un altro problema diplomatico enorme: tra Francia e la sua ex colonia c’era ancora tensione, e alcuni francesi non erano d’accordo sul fatto che gli italiani si mettessero d’accordo con gli algerini. Al capo dell’Eni non interessò, e infatti strinse un patto con l’Algeria, che però non entrò mai in vigore, proprio per via dell’attentato.
La storia di Mattei ci dice che l’Italia è sempre stato un Paese a sovranità limitata, e che il nodo della questione – allora come oggi – resta l’approvvigionamento di idrocarburi. Anche adesso la questione è che gli Usa vogliono venderci il gas e il petrolio a un prezzo non concorrenziale rispetto al prezzo che potremmo ottenere dalla Russia (che però è coinvolta nel conflitto con l’Ucraina, con tutti i limiti che questo genera). Questo libro è interessantissimo: fa luce su una delle vicende più importanti della storia italiana e consente anche di capire anche qual è la posta in gioco oggi: la stessa dai tempi di Mattei.