Fermiamo i pendolari dell’eversione

· 29 Luglio 2026


In questa puntata di “Pop Economia-Rumore”, Alessandra Mori discute con Gian Marco Centinaio – parlamentare della Lega e vicepresidente del Senato della Repubblica – dei gravi episodi violenti che hanno funestato la Valsusa nell’ultimo finesettimana contro i cantieri della Tav e contro diversi agenti delle forze dell’ordine.

“Io penso che in Italia esistano i cosiddetti ‘pendolari dell’eversione’. In questi giorni c’è stata la questione Tav, qualche giorno fa c’erano le proteste a Bologna per la morta di Fakir. Qualche settimana prima c’erano state le manifestazioni contro la chiusura del centro sociale Askatasuna di Torino; lo scorso autunno c’erano i cortei pro-Pal. Potremmo stilare un elenco intero delle manifestazioni dove i violenti di turno si scatenano e scommetto che neanche sanno dove sia la Palestina sulla cartina né di che cosa stiamo parlando quando si pronuncia la parola ‘Tav’. Quindi l’Italia è divisa tra chi fa il pendolare per andare a lavorare e chi fa il pendolare solo per fare casino. Ecco perché il governo ha emanato gli ultimi decreti sicurezza: per tutelare l’ordine pubblico e i cittadini onesti, e per impedire i violenti”.

“Grazie a noi, rispetto al passato, gli agenti delle forze dell’ordine sono sicuramente aumentati e stiamo continuando ad andare in quella direzione, grazie ai fondi che sono stati messi a disposizione e ai corsi che consentono di formare nuovi poliziotti. Del resto noi stiamo scontando gli effetti del decreto Madia – ai tempi ancora del governo Renzi – quando si decise di tagliare il numero delle forze dell’ordine e, di conseguenza, anche il numero delle scuole di polizia. Da quel periodo in tanti sono andati in pensione e siamo costretti a recuperare le risorse che comunque sono state messe. Stiamo dando un segnale di maggiore attenzione al territorio. Quello che tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine ci chiedono è quello di modificare le regole d’ingaggio per permettere loro di lavorare un po’ più tranquillamente”.

“Sul fronte sicurezza gli italiani chiedono pene certe per i delinquenti e, sicuramente, non possiamo più permettere che le forze di polizia che intervengono vengano poi messe alla berlina e vengano inquisite tutte le volte che arrestano una persona. Io continuo a pensare che noi siamo in un Paese che è la culla del diritto romano e noi dobbiamo far valere questo elemento perché le pene certe sono quelle che consentono ai cittadini di poter uscire e stare meglio. Dunque, se facciamo sì che i poliziotti riescano a lavorare un po’ più sereni, penso che a nostra volta potremmo stare più tranquilli anche noi”.


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