I barbari eleganti, con inconsueta eleganza, danno conto dell’uscita pubblica a dir poco infelice di tal Lorenzo Pezzotti, performer, che ha animato l’ultima edizione del Pride di Milano. Forse anche un po’ condizionato dal clima di euforia che si stava vivendo sulle strade milanesi, il performer Lgbtq ha affermato di avere visto in passato Matteo Salvini in atteggiamenti intimi con transessuali a Ponte di Legno: racconto smentito categoricamente dal leader della Lega, che ha promesso querela nei confronti di Pezzotti, benché quest’ultimo si fosse poi successivamente scusato.
“Ci sono diverse criticità in quello che è stato detto. Innanzitutto il Pride dovrebbe essere un luogo aperto e rispettoso nei confronti di tutti, senza proclamare un (falso) outing forzato che poi ovviamente non è ovviamente finto. Ma anche nel caso fosse stato tutto vero, non è una cosa di cui scherzare, perché tanti ragazzi si sono tolti la vita anche per per queste cose che sono assolutamente gravi e dire era una cosa goliardica io eviterei una situazione”.
“In secondo luogo, se ancora nel 2026 si denigra un uomo per un ipotetico rapporto sessuale con un altro uomo o con una donna trans, non si fa altro che utilizzare un metodo profondamente maschilista nonché omofobo. E pensare che coloro che salgono su un carro del Pride dovrebbero essere le persone più progressiste, che si ergono a paladine dei diritti e con una mentalità aperta. Un cortocircuito incredibile. Le alternative sono due: nel caso ipotetico più assurdo che questa cosa fosse stata vera (e ovviamente non lo è) non avremmo sostenuto il nostro segretario federale in questa battaglia. In caso contrario – come effettivamente risulta – ci troviamo di fronte all’omofobia degli anti-omofobi”.