Trump spinge i Brics contro Putin
Alessandra Mori · 18 Giugno 2026
In questa puntata di “Pop Economia-Rumore”, Alessandra Mori discute con Francesco Petricone, docente dell’Università Roma LUMSA e studioso dei fenomeni giuridici e politici, delle mosse tattiche che Donald Trump ha adottato in occasione dell’ultima riunione del G7 a Evian (Francia). Dopo la firma degli accordi con l’Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz, adesso il focus si dovrà spostare sulla guerra in Ucraina: Volodymyr Zelensky è stato invitato nel forum intergovernativo allargato, insieme anche a Lula e Modi.
“L’Europa ora deve essere assolutamente pronta su questo fronte con i mezzi che ha a disposizione: del resto l’Ue ha finalmente ribadito l’avvio di questi negoziati per la Moldova e per l’Ucraina, dopo che l’Ungheria li aveva bloccati per diversi anni, e si trova in questo momento a cominciare anche a dare i primi finanziamenti a Zelensky di circa 90 miliardi di euro. Lo stesso presidente ucraino ha annunciato la possibilità, dopo l’incontro bilaterale che ha avuto con Trump, di potere produrre personalmente i missili Patriot, che in questo momento sono essenziali. Abbiamo recentemente assistito al disastro che sta combinando Vladimir Putin, facendo bombardare anche un sito dell’Unesco”.
“Non dimentichiamo inoltre che al G7 sono stati invitati alcuni Paesi che una volta erano considerati orbitanti nella sfera del Paese aggredito dall’Ucraina. Al G7 era infatti presente anche la Siria, il Brasile, la stessa India: tutti Stati che in teoria dovrebbero far parte di un’area contrapposta a quella del G7, visto che l’India è uno dei fondatori del BRICS, e in questo caso invece si trovano esattamente in un contesto in cui sono sempre più coinvolti sono per avere una sponda con l’Occidente e con i 7 Paesi più industrializzati del mondo. Quindi, in questo momento, anche questo elemento si è rivelato un successo del G7 e di Trump”.