Enti benefici e agenzie di eventi: manuale per islamizzarci

· 4 Giugno 2026


In questa puntata di “Zoom” Francesca Musacchio, giornalista de Il Tempo e direttrice di Ofcs.report, racconta ad Antonino D’Anna come funziona la lunga catena di comando che porta al progetto (ormai conclamato) di indottrinamento e della conseguente islamizzazione dell’Italia, incluse le tecniche di finanziamento. Se già dopo l’11 settembre del 2001 si era parlato del sistema di banche clandestine islamiche – simile a quello che adottano i cinesi in Italia per aggirare la loro legge che impedisce di esportare una determinata quantità di capitale – adesso sono stati compiuti diversi passi in avanti, ora si cerca di impietosire i cittadini affinché diano i loro soldi a favore dei bambini di Gaza. Ma quel denaro dove va a finire, in realtà?

“Per fare un esempio, i Fratelli musulmani fanno un gioco ‘perverso’, nel senso che raccolgono i fondi da vari enti benefici che sono stati costruiti negli anni in diversi Paesi del mondo. Non servono a fare la guerra, bensì a portare avanti la cosiddetta islamizzazione dal basso. Loro utilizzano questi fondi per attivare una serie di attività che tendono tutte a inserirsi nelle società occidentali in maniera ‘soft’: Italia, Francia, Belgio, Stati Uniti. Il che consiste nell’organizzare eventi e scuole non dedicati ai bambini di origine musulmana, ma ad estendere questa scolarizzazione oltre, farsi accettare nella società. L’obiettivo è chiaro: imporsi in Occidente aumentando il numero delle persone che ci vivono e la loro propaganda”.

“Quindi in sostanza i soldi servono a questo: organizzare reti, contatti, eventi; come la visita delle scolaresche alle moschee. Esistono vere e proprie agenzie che preparano convegni di un certo tipo e li portano in giro in vari Stati occidentali. I predicatori organizzano mini-convegni in hotel, aperti al pubblico, che non destano sospetti ma servono a diffondere quel pensiero, quel modo di vivere. Ed essendo allestito dalla Fratellanza musulmana, non vedo alcuna buona fede in questo; vogliono islamizzare l’Occidente. Per questo probabilmente è necessario uno stretto controllo su questi fondi: capire dove arrivano, come si muovono e chi li paga”.

“Pensiamo a quella comitiva a Cuba – in cui erano presenti anche italiani – per portare solidarietà e aiuto al popolo cubano: una ricerca di un istituto americano ha infatti affermato che ci sarebbero delle ombre, quantomeno fiscali, a causa di legami che avrebbe avuto con Hamas. Per non parlare dei soldi serviti per i convegni di Hamza Piccardo, il capo dell’Ucoii, che teneva nelle università italiane, andando a spiegare – per esempio lo scorso 9 maggio a Roma – agli studenti italiani che il 7 ottobre 2023 ha rappresentato la resistenza palestinese: gli assassini di Hamas non sono più degli stupratori e squartatori, ma dei partigiani eroi che lottano per la libertà contro il colonialismo israeliano…”.


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