Ursula fa rotta su Internet: “Va sovietizzata”
Giulio Cainarca · 18 Maggio 2026
In questa puntata di “Autodafé” Giulio Cainarca analizza il Digital Fairness Act – ovvero il terzo intervento massiccio dell’Unione Europea – nel settore Internet e comunicazioni sociali – insieme con il blogger Andrea Lombardi. Questo provvedimento arriva dopo il Digital Markets Act (DMA) e il Digital Services Act (DSA).
“L’idea che sta dietro alla Commissione europea presieduta da Ursula von der Leyen è che dobbiamo proteggere i nostri bambini. E questa sarebbe chiaramente una buona causa: peccato che, secondo le intenzioni originarie bisogna far sì che le varie piattaforme – YouTube, Instagram, TikTok, X – non abbiano più la libertà di costruire i loro software come più gli aggrada, ma li debbano fare a seconda delle volontà del governo dell’Ue. Di fatto, si tratta di una nazionalizzazione di queste aziende, che dunque non devono più essere progettate per essere interessanti per gli utenti. Da Bruxelles si sostiene che tutto questo venga fatto perché le compagnie non creino dipendenze agli utenti. È come uno dicesse che chi sta tutto il giorno davanti a rincitrullirsi davanti a Canale 5 lo fa per colpa di Berlusconi e non sua”.
“Quindi, per l’Europa, è arrivato il momento di eliminare questi meccanismi di ‘dipendenza’ e, di conseguenza, le trappole degli abbonamenti. Vedremo da qui alla fine dell’anno che cosa avranno in testa questi ‘dittatori’. Di certo, lo fanno per tagliare le gambe a chi vive di tali abbonamenti e – di conseguenza – di riuscire a finanziare quello che uno fa. Del resto anche tutto il discorso sul registro compilato dall’Autorità delle comunicazioni è andato avanti come se nulla fosse. Nessuno ha alzato un mezzo sopracciglio in questa legislazione in senso oppressivo della libertà di espressione”.