La cultura al Salone? Solo conformisti che si autocelebrano

· 17 Maggio 2026


In questa puntata di “Alta tiratura”, Alessandro Gnocchi racconta in diretta l’attuale edizione del Salone del Libro di Torino. Al centro fieristico del Lingotto sono passate tantissime persone, ma la verità è che, a dispetto del trionfalismo con cui viene celebrata, questa manifestazione non è altro che una tangibile rappresentazione del puro potere editoriale.

Del resto, che cosa si trova al Salone del Libro? Sostanzialmente, a parte editori minori che hanno piccoli stand, si vedono tre cose. La prima sono i libri dei giornalisti di notorietà televisiva: Rizzoli, per esempio, si è presentata con uno stock di novità che sembra prelevato di peso dai palinsesti di La7 o dal reparto firme di Repubblica, per esempio Massimo Giannini e di Annalisa Cuzzocrea, e tutti i libri contro Giorgia Meloni e il centrodestra. Il secondo tipo di libro che troviamo ovunque – e che sembra veramente il ‘libro unico’ del Salone – è quello a favore della Palestina e dei pro-pal: molti stand sventolano la bandiera palestinese e presentano saggistica in una sola direzione, dove spiegano il ‘genocidio’ annunciato. Non troverete da nessuna parte libri che spiegano come mai una parte del mondo sciita voglia cancellare Israele dalle mappe e che cosa sia successo il 7 ottobre.

Il terzo tipo di libro invasivo è il libro di donne scritto per donne: quello classico in cui si racconta la vita di donne che hanno fatto cose che il patriarcato ha voluto cancellare. In ogni caso possiamo dire che da qualsiasi parte ti giri la letteratura è al femminile, lo è anche quella scritta da uomini, come Nicola Lagioia e altri scrittori del giro romano che, di fatto, scrivono per le donne. C’è da dire che in questo contesto rientra anche un semplice e astuto calcolo di mercato: sono le donne a comprare libri e a tenere su il mercato della lettura. Di conseguenza gli editori cercano libri o scritti da donne per altre donne, o scritti da uomini che però sanno che oggi il lettore-tipo è una donna.

Tutti gli incontri che si sono tenuti sono una conferma della vera natura di questa manifestazione: non la promozione del libro e della lettura, bensì l’espressione pubblica di quale sia il potere editoriale, di chi conta qualcosa e di chi non conta assolutamente nulla. Non dimentichiamo infatti che sbandierati come grandi novità del Salone ci sono l’ultimo libro di Serena Dandini o il romanzo di Luciana Littizzetto. Ecco, se vi capita davanti, provate a sfogliare quest’ultimo: è un’accozzaglia di sketch malriusciti, di parolacce, di allusioni al sesso. Insomma, è una vera e propria schifezza, e non è che ci stupisca più di tanto. Perlomeno c’è il nuovo padiglione 4, che è dedicato interamente ai bambini: perché gli altri lettori forti sono proprio loro.


Opinione dei lettori

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