Stai a vedere che questi due si mettono d’accordo: stop a Putin e pasdaran

· 13 Maggio 2026


In questa puntata della nostra rubrica “Gli scorretti – Un antidoto al luogocomunismo”, Giulio Cainarca interroga Carlo Cambi sull’importantissimo incontro che si terrà tra poche ore a Pechino tra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping. Commercio, dazi, tecnologia e, soprattutto, guerre: questi saranno i temi principali della conversazione tra i rappresentanti delle due superpotenze. 

“C’è un problema che molti fanno finta di non vedere, ma è piuttosto evidente: la Cina ha un problema interno enorme, perché ha un debito privato che è pari al 300% del Pil, cui si somma un debito nascosto delle amministrazioni locali per un altro 150%. Anche per colpa di questo debito, il Paese ha subìto di fatto un azzeramento della domanda interna e quindi ha un surplus produttivo enorme. Per “sfogare” questo elemento, i cinesi devono sfruttare il vantaggio competitivo di essersi assicurati le terre rare. Tuttavia sul mercato finanziario, pur producendo gli strumenti di base per l’alta tecnologia, Pechino non ha il know-how dell’intelligenza artificiale che hanno gli americani”.

“Non è un caso che la Cina abbia sempre puntato fortemente su Taiwan, visto che è la cassaforte del più alto livello di tecnologia e materiale o esistente al mondo. Allora, delle due l’una: o questi due Stati si fanno una guerra mondiale, oppure si spartiscono le zone di influenza economica. Una cosa è sicura: la Cina non può sopportare troppo a lungo la guerra in Iran, perché altrimenti verrebbe strozzata dal punto di vista energetico, e non può nemmeno avere contro i Paesi arabi, i quali – come abbiamo visto – si sono schierati contro l’Iran. Quindi ha tutto l’interesse a pacificare quel conflitto, che significa (tra le varie cose) disarmare la Russia, che riceve dall’Iran le armi di base”.

“Ecco che allora diventerà sempre più necessario allora trovare l’accordo, tanto è vero che Vladimir Putin si è già detto disposto a trattare. Anche perché, in tutto questo, il presidente russo ha capito che se l’accordo Trump passa, lui non avrebbe più sufficienti strumenti bellici per attaccare l’Ucraina. Quindi, anche in questo contesto, tutti vorrebbero chiudere quella guerra il prima possibile. Questo è lo scacchiere vero, dove – inutile sottolinearlo – l’Europa non esiste. Merz in Germania è all’8% dei consensi, Sanchez sta ancora su perché ricatta gli spagnoli, altrimenti sarebbe già caduto, Macron è un morto che cammina, tutte le Repubbliche baltiche e tutto il confine dell’Est è contro Bruxelles. Di che cosa stiamo parlando?”.


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