Trump: su Marte entro due anni

· 13 Aprile 2026


In questa puntata di “Te la ridò io l’America”, la nostra rubrica settimanale che registra la temperatura della politica e della società d’oltreoceano, Matteo De Sio racconta l’importanza della missione Artemis II verso la Luna e il suo lato oscuro tramite la navicella spaziale Orion. L’obiettivo dell’amministrazione di Donald Trump è quello di costruire una base sulla Luna, soprattutto adesso che la corsa allo spazio è tornata più forte e più importante che mai: una sfida che serve che da qui ai prossimi anni servirà anche per mostrare quanto tecnologicamente siano avanzati gli Stati Uniti d’America, i cinesi oppure gli europei.

Ma non c’è solamente il nostro satellite a essere nel mirino degli Usa per potere vincere questa “guerra” di soft power tra superpotenze. Ricordiamo, infatti, che quando Trump aveva vinto le elezioni presidenziali nel 2024, dichiarò che – oltre a una base lunare – sarebbe stato necessario piantare la bandiera americana con astronauti su Marte. E anche questo questo obiettivo è fissato per il 2028, che corrisponde all’ultimo anno solare del tycoon come capo della Casa Bianca. Qualcuno potrebbe ricordare che, in base Trattato sullo Spazio Extra-atmosferico dall’ONU firmato nel 1967, nessun Paese possa conquistare alcuna porzione di Luna. Tuttavia, se gli Stati Uniti decidessero di creare delle basi lunari, chi (e come) andrebbe poi a toglierle al Paese a stelle strisce?


Opinione dei lettori

Commenta

La tua email non sarà pubblica. I campi richiesti sono contrassegnati con *




Radio Libertà

Background