Così è cominciata la guerriglia degli iraniani anti-ayatollah

· 10 Aprile 2026


Per la nostra rubrica Zoom, Antonino D’Anna ha discusso con l’imprenditore immobiliarista Giorgio Guido Lombardi, amico di Donald Trump, di cui è consigliere e ha curato la comunicazione social.

“Guardate che in alcune città, soprattutto lontano da Teheran, la gente normale iraniana è riuscita a prendere un po’ di armi, sia da disertori, sia dalle caserme bombardate, o dalla polizia chei o è scappata o hanno ammazzato. A poco a poco il popolo si sta armando. È difficilissimo rivoltarsi senza armi; però è vero che ci sono molti video sui social, soprattutto X, l’unica piattaforma libera: ce n’è uno in cui si vede un iraniano con il telefonino, di quei pochi che hanno internet, che dice: guardate di notte sotto questo ponte ci sono quattro macchine della polizia e due macchine delle guardie rivoluzionarie, gira un video di 10 secondi, e dopo 10 minuti si sente il rumore di un drone, lo si vede che fa saltare tutto in aria e lui festeggia. E ricordiamoci che il telefonino ha sempre il gps, e quando gli iraniani cominceranno a mandare messaggi mostrando dove sono i mezzi corazzati, o le macchine e le postazioni delle guardie rivoluzionari, guideranno i droni, che sono tantissimi nel cielo dell’Iran, soprattutto a Teheran”.

Vance è andato a parlare con i pakistani per stabilire come mettere in sicurezza lo stretto per i prossimi vent’anni, non due o tre settimane, altrimenti se arriva un altro ayatollah scemo si ricomincia. Il Pakistan con circa 100 milioni di persone ha un esercito che non scherza, è un partner molto importante. E il principe dell’Arabia Saudita recentemente, fatto un post dicendo: ricordiamo ai nostri amici pakistani che c’è un patto di mutua protezione fra il Pakistan e l’Arabia Saudita che però loro non hanno rispettato finora. Quindi i 60 miliardi che noi gli abbiamo prestato li vorremmo indietro. Per dire che sul Pakistan c’è una grande pressione, sia da parte degli Stati Uniti che da parte di tutti i Paesi del Golfo, affinché smetta di fare il doppio gioco fra l’Iran e gli altri. Questo è lo scopo principale della visita di Vance”.

“Che si paghi un pedaggio per passare da Hormuz è fuori da qualsiasi logica internazionale e comunque Trump non lo accetterebbe mai, né tutti i paesi del Golfo, né la stragrande maggioranza degli altri a cominciare dal Giappone.”.

“Trump si è fermato perché ha deciso con i partner musulmani del Golfo, soprattutto sauditi, Emirati e Kuwait, che bisognava evitare una escalation e soprattutto evitare che si cominciassero a bombardare e far bruciare le raffinerie e i pozzi di petrolio: in questo chi ci perderebbe di più siamo noi europei e i Paesi del Golfo”.

“Il caso Sigonella? Il ministro Crosetto è una persona molto in gamba e a conoscenza dei fatti: è consapevole che i razzi che gli iraniani hanno mandato fino a Cipro e in Turchia potrebbero arrivare in Sicilia. Da un punto di vista tattico, ha detto no agli aerei americani per evitare che quei pazzi mandassero un missile che magari per sbaglio non riusciamo a intercettare, e poi ci tocca entrare in una guerra che non vogliamo fare”.


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