La Corte dei Conti: oltre il 3% causa i bonus di Conte

· 29 Aprile 2026


Cari ascoltatori, vi ricordate la parola d’ordine sul superbonus, acritica e aprioristica, dei diretti avversari politici del centrodestra? Dicevano: basta con questa menzogna, con questa eterna scusa. Primo fra essi era ovviamente Giuseppe Conte, di fronte all’osservazione che in quel maledetto 0,1% che ci fa restare nella gabbia delle regole eurocratiche, patto di stabilità in primis, avesse giocato un ruolo decisivo quella follia contabile. La reazione media era questa, era dare a chi lo criticava dell’incompetente, sfottere chi, premier Meloni e ministro Giorgetti inclusi, faceva notare che il superbonus è stato un caso di masochismo economico. 

Benissimo, stasera costoro possono prendere in loro strali e indirizzarli a un altro organo, alla Corte dei Conti, che con precisione asettica e tecnica ha detto che sì, il 3% è stato sforato anche per il superbonus e forse soprattutto per il superbonus. È accaduto all’audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, dove la Corte ha ribadito che l’Italia non riuscirà a riportare il deficit sotto il 3%, illustrando tutti i commi e tutte le virgole.

Ma la parte interessante è arrivata quando ha descritto con precisione le cause di questo permanente delta che ci tiene sopra il dogmatico 3%: “L’accelerazione della spesa primaria è ricollegabile sostanzialmente alla componente in conto capitale +11,6 miliardi e riguarda in primo luogo i contributi agli investimenti rivisti al rialzo di 6,1 miliardi per effetto della maggiore spesa legata ai bonus edilizi”. E tra i bonus edilizi svetta il superbonus, operazione illuminata che ha partorito un onere per lo Stato, cioè per il contribuente (non esistono i soldi pubblici, esistono solo i soldi dei contribuenti, diceva Margaret Thatcher) di circa 132 miliardi di euro. Peraltro questa bella iniziativa ha coinvolto appena il 4% del patrimonio edilizio nazionale, per lo più box, attici, case, quindi un’operazione né diffusa né rivolta ai ceti meno abbienti.

Comunque il costo è quello, e oggi la Corte dei Conti ha detto che ha giocato un ruolo decisivo sull’aumento della spesa primaria: quindi sì, senza il superbonus e tutto l’addentellato ideologico dei vari bonus firmati dai giallorossi del governo Conte II – evidente caso di socialismo edilizio e abbaglio quanto a utilità economica e di mercato – non ci sarebbe stato lo sforamento. Proprio quello sforamento che ora gli avversari del governo attuale, Conte e giallorossi in primis, usano per attaccare e parlare di fallimento del centrodestra.

La realtà è che se di fallimento si tratta, è dovuto anzitutto alle vostre follie, non alla Lega, non a Palazzo Chigi. Non lo dice qualche opinionista, né qualche sovranista con la bava alla bocca, bensì la Corte dei Conti.


Opinione dei lettori

Commenta

La tua email non sarà pubblica. I campi richiesti sono contrassegnati con *




Radio Libertà

Background