Prove di dialogo: pure il Libano “banna” l’Iran

· 25 Marzo 2026


In questa puntata di “Pop Economia-Rumore”, Alessandra Mori discute della complicata situazione in Medio Oriente – in particolare della guerra in Iran – con Sharon Nizza, giornalista freelance e producer TV per diverse testate internazionali.

“Gli obiettivi di Israele sono molto specifici e riguardano la neutralizzazione del programma nucleare iraniano: in particolare il fatto di far uscire dal Paese persiano 440 chili di uranio arricchito al 60% che sono rimasti là, nonché la sospensione del programma nucleare iraniano e la limitazione drastica del suo programma missilistico balistico. E questo avrà un un impatto anche su quello che sono gli alleati storici dell’Iran nel Medio Oriente. Recentemente, per esempio, abbiamo assistito a un’azione più unica che rara: ovvero il governo libanese che ha definito persona non grata l’ambasciatore dell’Iran a Beirut. Tutto questo si aggiunge a una serie di azioni senza precedenti con cui il governo del Libano bannando anche l’ala militare dell’ex Persia”.

“Le attuali iniziative non sono tuttavia sufficienti per arrivare immediatamente a un accordo con Israele per chiudere a breve il capitolo sul fronte Nord, per quanto si possono di sicuro avviare delle trattative con il Libano. Non è poi da sottovalutare un’altra importante notizia segnalata sia dal New York Times sia dal Washington Post: Mohammad bin Salman starebbe premendo dietro le quinte Donald Trump affinché quest’ultimo vada davanti con la guerra contro l’Iran, diversamente da quello che noi possiamo notare nei messaggi pubblici. Del resto l’Arabia Saudita è la potenza che si contrappone all’Iran nell’egemonia regionale per divergenze religiose e quindi, forse, non c’è troppo da sorprendersi sotto questo punto di vista”.


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