Claudio Borghi: “Bossi, una levatrice: ci diede idee e speranze”

· 20 Marzo 2026


Nello speciale pomeridiano su Umberto Bossi andato in onda su Radio Libertà e condotto da Antonino D’Anna, il senatore della Lega Claudio Borghi Aquilini ha raccontato come conobbe il Senatur. “Ha sempre avuto il merito di ‘far vedere’ delle idee, qualità del vero leader. È stato una levatrice, nel senso inteso da Socrate, quello della maieutica: era uno che aveva il potere di far vedere alla gente le idee e infondere speranza: questo per me era il bello di Bossi”.

“La prima volta che fui a contatto di gomito con Bossi, che avevo sempre ammirato da ragazzo come politico, fu a Radio Padania Libera: mi avevano chiamato per una trasmissione in cui dovevo spiegare le questioni dell’euro e, a un certo punto, lui entrò e si sedette di fianco a me fumando il sigaro. Rimasi colpito dalle osservazioni che mi fece in diretta mentre parlavo, mi consentirono di capire il tipo di forze che mantenevano lo status quo, per cui sarebbe stato difficilissimo ottenere la libertà economica che descrivevo”.

“Lui non era un economista o uno scienziato politico internazionale, ma aveva quella capacità – che soltanto i grandi possono avere – di guardare oltre e vedere il futuro, trent’anni più avanti. Pensate a quanto vale una persona del genere, in un mondo dove i mercati finanziari premiano con milioni chi riesce a vedere un orizzonte di due settimane o di due mesi. Credo proprio che sia stato un grande e io mi auguro che gli siano dedicate vie e piazze, perché nella storia della Repubblica poche persone sono state così lungimiranti”.


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